Previdenza per la vecchiaia per studenti: ecco cosa è bene sapere
Negli studenti la previdenza per la vecchiaia è un tema futuristico. Ma chi inizia presto a pianificare la propria previdenza, in futuro potrà godere di margini di manovra sul piano finanziario. Questo articolo illustra ciò che gli studenti devono sapere su AVS, cassa pensione e pilastro 3a e perché già ora è il momento migliore per pensare alla vecchiaia.
Perché gli studenti dovrebbero pensare già ora alla previdenza per la vecchiaia?
Sebbene il pensionamento sia ormai lontano, conviene pensare già ora a questo momento. I motivi sono tre.
- Lo studio lascia delle lacune nella previdenza: chi non svolge un’attività lucrativa o svolge un’attività lucrativa solo limitatamente a causa di un lavoro a tempo parziale o di impieghi da studenti versa contributi inferiori all’AVS e alla cassa pensione. In futuro sarà più difficile colmare queste lacune, che si ripercuoteranno direttamente sull’ammontare della rendita.
- L’effetto degli interessi composti premia chi investe fin da subito: prima gli studenti iniziano a pensare alla previdenza, più a lungo il denaro risparmiato lavora. Anche piccoli importi diventano un cuscinetto finanziario nell’arco dei decenni.
- La previdenza per la vecchiaia consente di risparmiare sulle imposte: ogni versamento nel pilastro 3a è deducibile dal reddito imponibile. Chi lavora parallelamente agli studi provvede a tutelarsi adeguatamente e riduce al tempo stesso il carico fiscale.
Da quando uno studente è soggetto all’AVS?
Gli studenti che esercitano un’attività lucrativa sono soggetti all’AVS a partire dal 1° gennaio successivo al compimento del 17° anno di età. I contributi AVS vengono detratti automaticamente dal datore di lavoro.
Gli studenti che non esercitano un’attività lucrativa sono soggetti all’AVS a partire dal 1° gennaio successivo al compimento dei 20 anni. Chi non lavora deve annunciarsi presso la rispettiva cassa di compensazione cantonale e versare un importo minimo di CHF 541 all’anno (stato al 2027).
Ognuno è responsabile in prima persona dell’iscrizione per evitare lacune contributive. Ogni anno di contribuzione mancante può comportare una riduzione per tutta la vita della rendita di vecchiaia AVS.
Quando si è assicurati nella cassa pensione come studente?
Gli studenti sono assicurati presso la cassa pensione dal 1° gennaio successivo al compimento del 17° anno di età, non appena il loro salario annuo soggetto all’AVS supera la soglia di CHF 23 040 (stato 2027). Il datore di lavoro annuncia direttamente il personale. Pertanto non è necessario attivarsi in tal senso.
Avvertenza importante per tutti i giovani studenti che raggiungono questa soglia grazie a lavori secondari: fino al compimento del 25° anno d’età sono assicurati nella cassa pensione soltanto il decesso e l’invalidità, ma non la vecchiaia. Ciò significa che i contributi della cassa pensione beneficiano della rendita di vecchiaia solo dal 1° gennaio successivo al compimento del 24° anno di età.
A partire da quando gli studenti possono effettuare versamenti nel pilastro 3a?
Chi consegue un reddito soggetto all’AVS (reddito annuo superiore a CHF 2500) può effettuare versamenti nel pilastro 3a a partire dal 1° gennaio successivo al compimento del 17° anno di età. Non esiste alcun importo minimo da versare. L’importo massimo per il 2026 è fissato a:
- CHF 7258 per le persone con cassa pensione
- fino a CHF 36 288 (20% del reddito netto da attività lucrativa) per persone senza cassa pensione
Da inizio 2026 vale la seguente regola: chi non sfrutta l’importo massimo in un anno, può colmare la lacuna con effetto retroattivo, a condizione che l’importo massimo venga prima versato prima per intero nell’anno in corso.
Quando gli studenti dovrebbero iniziare a pensare alla previdenza per la vecchiaia?
Il prima possibile, idealmente a partire dal primo reddito soggetto all’AVS. Può trattarsi già di un lavoro durante le vacanze o di un lavoretto aggiuntivo, tuttavia non prima del 1° gennaio successivo al compimento del 17° anno di età.
Prima si versa nella previdenza per la vecchiaia, più a lungo il capitale ha tempo per crescere. A ciò si aggiunge il fatto che i versamenti nel 3° pilastro sono deducibili dalle imposte, anche se il risparmio per i salari bassi è inizialmente esiguo. Il vantaggio del pilastro 3a consiste nel fatto che non esiste un importo minimo. Anche i versamenti di CHF 300 o CHF 500 all’anno sono opportuni e possono essere aumentati a piacimento man mano che il reddito aumenta.
In questo modo è possibile concludere gli studi senza grosse lacune previdenziali e avviare la vita professionale contando su una solida base finanziaria.
Qual è la migliore opzione di previdenza per la vecchiaia per gli studenti?
Non appena gli studenti sono soggetti all’AVS, il primo passo nella previdenza per la vecchiaia è il pilastro 3a. È flessibile, deducibile dalle imposte e, dall’inizio del 2026, può essere versato anche con effetto retroattivo.
Chi avvia il pilastro 3a quando è giovane ha davanti a sé un lungo orizzonte d’investimento, in genere 40 anni o più, in cui gli studenti possono beneficiare dell’effetto degli interessi composti.
Oltre alla previdenza per la vecchiaia, gli studenti dovrebbero tenere conto anche del rischio di incapacità di guadagno. Chi non è affiliato a una cassa pensione, generalmente non ha diritto alle prestazioni d’invalidità del 2° pilastro. Se il reddito da lavoro viene meno in seguito a infortunio o malattia, le conseguenze finanziarie possono essere gravi. Coprire per tempo questo rischio può quindi essere tanto importante quanto costituire un patrimonio per la vecchiaia.
3a: soluzione bancaria o assicurativa?
Entrambe le soluzioni possono essere opportune a seconda della situazione personale. Una soluzione bancaria si distingue per la flessibilità dei versamenti, senza impegni a lungo termine.
Una soluzione assicurativa offre inoltre una copertura integrata del rischio. In caso di incapacità lavorativa o di decesso sussiste una copertura supplementare. In caso di incapacità lavorativa, inoltre, l’assicurazione si fa carico dei premi successivi cosicché la previdenza prosegue anche se viene meno il reddito.
Maggiori informazioni sul raffronto tra soluzione assicurativa e bancaria
Quali tappe devono essere osservate nella previdenza per la vecchiaia degli studenti?
Fase 1: chiarire e garantire l’obbligo AVS
Chi non esercita un’attività lucrativa deve annunciarsi alla competente cassa di compensazione cantonale, a partire dal 1° gennaio successivo al compimento del 20° anno di età. Il contributo minimo di CHF 541 (situazione 2027) all’anno vale indipendentemente dal reddito. Nel caso di lavoretti aggiuntivi occorre verificare nei conteggi salariali se i contributi AVS sono dedotti correttamente.
Fase 2: verificare lo stato della cassa pensione
Chi svolge un lavoro con un salario annuo superiore a CHF 23 040 (situazione al 2027) è automaticamente assicurato nella cassa pensione. Anche in questo caso vale la pena controllare il conteggio salariale.
Fase 3: aprire un conto del pilastro 3a
Non appena si dispone di un reddito soggetto all’AVS, è possibile aprire un conto 3a. Anche per importi più contenuti, è consigliabile effettuare versamenti mensili per non dimenticare. Non appena il reddito lo consente, si deve assolutamente versare l’importo massimo.
Fase 4: dedurre i versamenti nella dichiarazione d’imposta
I versamenti nel pilastro 3a devono essere inseriti attivamente nella dichiarazione d’imposta. Non vengono automaticamente presi in considerazione. Se il reddito è esiguo, il risparmio immediato sarà altrettanto esiguo, ma il vantaggio fiscale a lungo termine al versamento nell’età pensionabile è notevole.
Fase 5: verificare periodicamente
Verificare annualmente se i versamenti corrispondono al reddito attuale e se possibile aumentare gradualmente l’importo 3a quando si entra nel mondo del lavoro.
Il pilastro 3b comprende la previdenza libera e svolge un ruolo importante già per gli studenti. In questa categoria rientrano, ad esempio, depositi bancari, conti di risparmio, titoli o altri valori patrimoniali disponibili in qualsiasi momento.
Al contrario del pilastro 3a, l’avere della previdenza libera non è vincolato e può essere impiegato in modo flessibile in caso di spese impreviste, durante gli studi o all’ingresso nel mondo del lavoro. Proprio per questo è utile e opportuno costituire innanzitutto delle riserve finanziarie per la vita di tutti i giorni e per gli eventi imprevisti.
Il pilastro 3a e il pilastro 3b si completano a vicenda: mentre il pilastro 3a consente vantaggi fiscali e una costituzione di patrimonio a lungo termine, la previdenza libera garantisce la necessaria flessibilità.
È consigliabile discutere per tempo la propria situazione finanziaria con un esperto e pianificare individualmente la propria strategia previdenziale.
Domande frequenti
A partire da quando gli studenti devono versare i contributi AVS?
Gli studenti che non esercitano un’attività lucrativa sono soggetti all’AVS a partire dal 1° gennaio successivo al compimento dei 20 anni. Il contributo minimo ammonta a CHF 541 all’anno (2027). Chi svolge un lavoretto aggiuntivo versa i contributi AVS dal 1° gennaio successivo al compimento del 17° anno di età.
Gli studenti possono effettuare versamenti nel pilastro 3a?
Sì, è possibile versare contributi nel pilastro 3a al più presto a partire dal 1° gennaio successivo al compimento del 17° anno di età. Non è previsto alcun importo minimo e quello massimo è di CHF 7373 per il 2027.
Il pilastro 3a conviene anche per i redditi modesti?
Sì. Anche i piccoli versamenti sono deducibili dalle imposte e beneficiano di un lungo orizzonte temporale. Chi inizia presto dà al capitale accumulato più tempo per crescere, indipendentemente dal veicolo d’investimento.