Con il pilastro 3a verso l’indipendenza

Informazioni utili per i lavoratori autonomi e coloro che vogliono diventarlo

Molti sognano di lasciare il loro lavoro da dipendenti e mettersi in proprio – ma temono l’incertezza e le difficoltà finanziarie. Non deve essere per forza così. 

Va da sé che il passo verso il presunto «ignoto» solleva alcuni interrogativi di carattere esistenziale. Dispongo di sufficiente capitale iniziale? Adesso gli ordini ci sono, ma se un domani non fosse così? Come posso risparmiare? E qual è la soluzione previdenziale per il mio futuro? Mantenete la calma. Anche un lavoratore autonomo può stipulare un’ottima copertura assicurativa e previdenziale.

Ecco come utilizzare il pilastro 3a per la vostra autonomia.

 Noi vi spieghiamo come fare – e desideriamo incoraggiarvi a realizzare il vostro progetto! Qui vengono elencati i punti principali in merito all’  autonomia, al finanziamento e al 3° pilastro.

In quanto lavoratori autonomi potete prelevare anticipatamente il vostro capitale di risparmio del 3° pilastro

Il più delle volte chi fonda un’impresa necessita di un capitale iniziale per finanziare il suo progetto. Qualora i vostri risparmi non fossero sufficienti, per avviare un’attività lucrativa indipendente (o anche in caso di cambiamento dell’attuale attività indipendente) è possibile prelevare anticipatamente il denaro risparmiato fino a quel momento nel pilastro 3a. Tenete presente che il prelievo anticipato deve avvenire entro un anno dall’avvio o dal cambiamento dell’attività, senza trascurare che occorre prelevare l’intero capitale; un prelievo parziale non è possibile.

Come lavoratori autonomi potete (e dovreste!) versare contributi nel pilastro 3a 

Una buona notizia: in Svizzera potete versare contributi nel pilastro 3a anche se svolgete un’attività autonoma – il che non è così in tutto il mondo. È un aspetto particolarmente vantaggioso per i fondatori di un’azienda. In linea generale, chiunque percepisce un reddito da attività lucrativa soggetto all’AVS è legittimato a versare contributi. Se non siete affiliati a una cassa pensione, potete versare il 20% del vostro reddito netto da attività lucrativa nel pilastro 3a – al massimo 34'128 franchi all’anno (stato per l’anno 2019). Se aderite a una cassa pensione, nel pilastro 3a la contribuzione è limitata a un massimo di 6'826 franchi (stato per l’anno 2019). Spesse volte si pensa che con l’indipendenza professionale viene a cadere la comoda situazione previdenziale appannaggio di un rapporto di lavoro subordinato – ma non è così! Potete continuare a versare contributi a condizioni vantaggiose nella vostra previdenza – dovete semplicemente occuparvene di persona. Un impegno iniziale che premia!

Suona bene  – ma cosa significa concretamente per me imprenditore sotto il profilo finanziario? 

Significa che si può risparmiare parecchio denaro. Se come lavoratori indipendenti optate per il pilastro 3a, per voi e le vostre finanze si aprono le seguenti prospettive:

  • i versamenti effettuati nel pilastro 3a sono deducibili dal reddito imponibile fino all’importo massimo menzionato in precedenza.
  • Il vostro avere del 3° pilastro viene remunerato. I redditi che realizzate con questi interessi sono esenti da imposte.
  • L’avere risparmiato del pilastro 3a non è tassato come sostanza. Le imposte si applicano solo al momento del versamento.

Coprire i rischia  - un altro benefit del pilastro 3a per i lavoratori autonomi 

Nel costituire un’azienda spesse volte si ha in mente – comprensibilmente – l’attuale portafoglio ordini. A quanto ammontano i miei ricavi, la mia azienda funziona, è redditizia? Il più delle volte si tende a dimenticare, presi dallo spiccato impeto imprenditoriale e dal dinamismo, i temi che ruotano attorno ai rischi della vita. Eppure sono reali e purtroppo possono colpire chiunque. Anche su questo versante il pilastro 3a può rivelarsi utile, poiché consente di assicurare anche i rischi di invalidità o decesso. Non lasciatevi sfuggire questa possibilità, agite responsabilmente e tutelatevi contro questi rischi. 

In conclusione

In linea generale vanno osservati i seguenti principi: Fatevi un’idea chiara della vostra situazione previdenziale e non dimenticate di adeguarla costantemente alle nuove circostanze della vita. Ricordate che dovreste risparmiare sufficienti risorse finanziarie per la vecchiaia. E non trascurate temi come l’invalidità e il decesso.

I futuri  imprenditori spesso non sanno che possono fare ricorso al pilastro 3a per realizzare il loro progetto. In primis al momento della fondazione, per creare il capitale iniziale necessario. A seguire, come lavoratori autonomi potete continuare a versare contributi nel pilastro 3a. I vantaggi che ne derivano riguardano, da un lato il presente, ossia gli apprezzabili risparmi fiscali di cui beneficiare nell’attuale situazione di vita, ma dall’altro, anche il futuro: perché, oltre alla previdenza finanziaria e al risparmio per la vecchiaia, si possono anche assicurare i rischi di decesso o invalidità. In buona sostanza una  situazione di reciproco vantaggio per tutti i lavoratori autonomi e coloro che vogliono diventarlo! 

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    Anche i candidati imprenditori possono utilizzare il 2° pilastro

    Sapevate che in caso di costituzione di un’azienda, una volta soddisfatti tutti i requisiti di legge potete prelevare anche il capitale accantonato della vostra cassa pensione, ovvero del 2° pilastro? Tuttavia, anche qui vale la regola: pensate al domani. Subito dopo l’avvio dell’attività lucrativa indipendente dovreste cominciare a mettere di nuovo da parte il capitale di vecchiaia prelevato.

    Maggiori informazioni sul 2° pilastro

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