Collaboratori e previdenza

Malattie professionali: cosa fare se i vostri dipendenti ne sono colpiti?

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Oggigiorno un numero sempre maggiore di dipendenti di diversi settori soffre di malattie professionali. Vi mostriamo come è possibile prevenirle nella vostra azienda e cosa potete fare se il personale ne è affetto.

Sono i dipendenti a fare un’azienda – per questo motivo la salute è una priorità assoluta anche nel mondo del lavoro. Adottate misure precauzionali di ampio respiro e offrite al vostro personale un ambiente di lavoro sicuro per incentivare la produttività ed evitare le malattie professionali.

Quali patologie rientrano nel concetto di malattie professionali?

Non tutti i disturbi o i dolori correlati direttamente all’attività lavorativa svolta sono considerati malattie professionali. In Svizzera le patologie che possono essere inserite nell’elenco delle malattie professionali sono stabilite nella Legge sull’assicurazione contro gli infortuni (LAINF). Secondo tale definizione, una malattia deve essere stata provocata da sostanze nocive o da determinati lavori nell’esercizio dell’attività professionale – segnatamente in misura superiore al 50 per cento. Le patologie che non figurano nel suddetto elenco possono essere riconosciute come professionali soltanto se sono state causate dall’esercizio dell’attività lavorativa in misura pari ad almeno il 75 per cento.

Poiché le malattie professionali sono presenti praticamente in ogni settore e per ogni figura lavorativa, l’elenco è molto corposo. Tuttavia, tra le patologie registrate con frequenza particolarmente elevata troviamo:

  • malattie dell’orecchio
  • malattie cutanee e sottocutanee
  • malattie delle vie respiratorie
  • disturbi a carico dell’apparato locomotore

Nota: queste patologie sono considerate come professionali soltanto se presentano un nesso di causalità diretta con lo svolgimento dell’attività lavorativa. Nel caso delle malattie dell’apparato respiratorio ciò può accadere ad esempio inalando polvere di farina lavorando in un panificio; nel caso di malattie della pelle, può trattarsi invece del contatto con sostanze chimiche in un salone di parrucchiere. 

Da che cosa sono causate le malattie professionali?

Chi è esposto per molti anni a sostanze nocive, ad esempio maneggiando materiali da costruzione o detergenti aggressivi, corre un rischio accentuato di sviluppare una malattia professionale. Le sostanze classificate come nocive sono pubblicate nell’Ordinanza sull’assicurazione contro gli infortuni in apposito un elenco molto corposo (Allegato 1 OAINF). 

Fare particolare attenzione alle polveri sottili

Spesso le malattie dell’apparato respiratorio sono causate dall’esposizione alle polveri sottili, che si sprigionano in grande quantità durante lo svolgimento di un ampio ventaglio di lavori, in particolare nei rami dell’artigianato. Tra le malattie professionali più diffuse causate dalle polveri sottili troviamo la pneumoconiosi, che si manifesta in diverse forme a seconda della tipologia di polveri sottili inalate. Ad esempio, l’alluminosi è una malattia professionale di cui soffrono persone venute a contatto con l’alluminio.

A proposito: le professioni nelle quali sussiste un’elevata esposizione alle polveri sottili sono di norma assicurate presso la SUVA.

Le malattie professionali possono però essere parimenti causate da altri fattori, come ad esempio i raggi UV o le emissioni acustiche. Ma un ruolo notevole è svolto anche dagli sforzi fisici intensi e prolungati. È quindi estremamente importante tutelare se stessi e il proprio personale predisponendo in azienda un ventaglio diversificato di opportune misure di prevenzione.

Ecco come prevenire le malattie professionali nella vostra azienda

In ogni ambito professionale esistono diversi compiti e procedure di lavoro specifiche. Riflettete quindi sul modo con cui offrire al vostro personale la tutela migliore in tutti gli ambiti operativi. In parte le misure di protezione (come le scarpe o gli occhiali di sicurezza) sono prescritte dalla legge. Ecco alcuni esempi di misure di prevenzione della salute che potete adottare nella vostra azienda:

  • Lavori con sostanze nocive: mettete a disposizione del personale un equipaggiamento di protezione adeguato ed efficace (ad es. occhiali di sicurezza, retina per capelli, guanti, abbigliamento, mascherina, ecc.) In caso di attività con sostanze chimiche è inoltre necessario rispettare sul posto di lavoro i valori limite previsti dalla legge.
  • Lavori all’aperto: garantite al vostro personale un’elevata protezione solare con indumenti lunghi e traspiranti, cappelli, occhiali da sole e crema solare. Spiegate ai vostri collaboratori l’importanza di non trattenersi troppo a lungo sotto il sole e di bere molto. Soprattutto per quanto riguarda l’esposizione ai raggi UV la prudenza è d’obbligo per prevenire lo sviluppo della cheratosi attinica, una forma di tumore maligno della pelle. Anche questa malattia viene tuttavia riconosciuta come professionale soltanto se è stata causata direttamente dall’attività lavorativa.
  • Lavori al PC: predisponete un’ergonomia ottimale per la postazione di lavoro con scrivanie, sedie e monitor appropriati e invitate il personale a interrompere spesso brevemente l’attività da seduti.
  • Lavori nel settore dei trasporti: approntate un abbigliamento adeguato e calzature comode e sicure. Esortate il personale a muoversi con cadenza regolare. In caso di lunghi tragitti sono inoltre fondamentali un numero adeguato di ore di sonno e una concentrazione elevata.
  • Attività fisiche pesanti: offrite regolarmente appositi workshop nei quali i dipendenti imparano come alzare e spostare oggetti pesanti nel modo più sicuro possibile. Esponete inoltre le relative schede informative sul posto del lavoro.

Questi sono soltanto alcuni esempi per poter tutelare voi stessi e il vostro personale dalle malattie professionali. Pensate a quali ulteriori misure di prevenzione potrebbero essere rilevanti nella vostra azienda e riesaminate mentalmente questi argomenti con cadenza regolare. Informate inoltre i dipendenti sull’intero spettro dei rischi professionali, in quanto anche voi traete vantaggio in prima persona dalla loro salute. È infatti dimostrato che collaboratrici e collaboratori in buona salute sono più produttivi e accompagnano voi e la vostra azienda sulla strada verso un pieno successo.

Cosa fare se una collaboratrice o un collaboratore è affetta/o da una malattia professionale?

Non sempre è facile individuare la presenza di una malattia professionale. Prestate quindi attenzione a eventuali cambiamenti comportamentali e affrontate apertamente la questione.

Se un collaboratore o una collaboratrice dovesse essere inabile al lavoro a causa di una malattia professionale, deve rivolgersi a un presidio sanitario e portarvi poi un certificato medico. Tale documento attesta ufficialmente la malattia e l’inabilità al lavoro ed è importante per la protezione dal licenziamento e per il pagamento continuato del salario.

In presenza effettiva di una malattia professionale, come datore di lavoro siete tenuti a notificare immediatamente tale circostanza all’assicurazione contro gli infortuni, che costituisce il vostro interlocutore di riferimento sia in caso di malattie professionali, sia anche per gli infortuni sul lavoro.

Di quali prestazioni si usufruisce se una malattia viene riconosciuta come professionale?

Ai sensi della Legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni (LAINF), in Svizzera una malattia professionale è equiparata a un infortunio professionale. Anche in questo caso le prestazioni sono dunque a carico dell’assicuratore infortuni. Come datore di lavoro, per legge siete tenuti ad assicurare il vostro personale contro le malattie e gli infortuni professionali. 

Se una malattia professionale risulta effettivamente imputabile a una sostanza di lavoro nociva o a una determinata attività professionale, la SUVA può decretare la non idoneità della persona al lavoro in questione. In questo caso è inevitabile una riqualifica professionale. Per tutelare le persone affette da malattie professionali da perdite finanziarie, a complemento di altre assicurazioni sociali quella contro gli infortuni si assume di norma determinate prestazioni transitorie per i corsi di riqualificazione o per il riorientamento professionale

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Reinserimento dopo una malattia professionale

Anche per voi come imprenditori le cose possono farsi difficili in caso di assenza di dipendenti a causa di una malattia professionale. La loro competenza specialistica riveste infatti un ruolo essenziale all’interno della vostra azienda. Per questo motivo la priorità deve essere data per quanto possibile al mantenimento del posto di lavoro e a un processo strutturato di affiancamento e reinserimento. A tale scopo sono contemplate le seguenti opzioni: 

  • se il rientro al lavoro è possibile in modo completo, la reintegrazione può essere sostenuta in modo mirato, purché in una prospettiva di medio termine la persona malata possa tornare a lavorare nel grado di occupazione desiderato.
  • Se il rientro al lavoro è possibile soltanto in misura limitata, siete chiamati a mettere a disposizione della collaboratrice o del collaboratore gli strumenti ausiliari necessari per agevolare i processi di lavoro. In alternativa potete proporre un riorientamento professionale con il relativo processo di riqualificazione, oppure un percorso di perfezionamento professionale all’interno dell’azienda. 
  • In alcuni casi il rientro al lavoro dopo una malattia professionale non è possibile, in quanto il dipendente ha subito danni alla salute che non permettono un ulteriore svolgimento dell’attività originaria. In un simile scenario, la risoluzione del rapporto di lavoro è spesso inevitabile. Potete comunque dare una mano alla persona in questione sostenendola concretamente nella ricerca di un nuovo lavoro.

Al fine di strutturare il processo di reinserimento in modo lineare e senza inconvenienti, il Care Management e Case Management di AXA vi offrono un sostegno professionale

Il personale può essere licenziato a seguito di un infortunio professionale o di una malattia professionale?

In caso di malattia professionale valgono le stesse condizioni di una malattia non professionale: il dipendente beneficia della protezione dal licenziamento

A tale riguardo, dopo la fine del periodo di prova sono previsti determinati periodi di blocco:

  • 30 giorni nel 1° anno di servizio
  • 90 giorni dal 2° al 5° anno di servizio
  • 180 giorni dal 6° anno di servizio

Allo scadere di questi termini e/o dopo che il dipendente ha ripreso servizio, vige il principio della libertà di licenziamento. Ciò significa che sia il datore di lavoro sia il dipendente possono risolvere il rapporto di lavoro.

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