Cassa pensione e tempo parziale: occhio alle lacune previdenziali!
In Svizzera il numero di persone che lavorano a tempo parziale è in continuo aumento. Ma la retribuzione più bassa del lavoro a tempo parziale si ripercuote sulla cassa pensione: si prospetta quindi il rischio concreto di una lacuna previdenziale. In questi casi la previdenza privata assume un’importanza ancora maggiore.
In passato a ridurre il proprio grado di occupazione per dedicarsi all’accudimento dei figli erano soprattutto le madri. Nel frattempo le cose sono cambiate. Anche un hobby impegnativo, il volontariato, un’attività in proprio a tempo parziale o semplicemente un sano equilibrio tra vita professionale e vita privata possono essere motivi per lavorare part-time. Sempre più persone godono del privilegio di organizzare la quotidianità in base ai propri desideri.
Ma per quanto allettante possa essere, il lavoro a tempo parziale comporta anche degli svantaggi. Soprattutto per quanto riguarda la previdenza per la vecchiaia. Il sistema previdenziale svizzero è una realtà storica e per questo è stato concepito per dipendenti a tempo pieno. Un salario a tempo parziale, che adesso basta per vivere, può trasformarsi in un problema in vecchiaia. Informatevi già ora presso AVS e consultando il certificato della cassa pensione su quali prestazioni potete attendervi dopo il pensionamento. In questo modo resterà sufficiente tempo per colmare eventuali lacune nella vostra previdenza personale.
Il lavoro a tempo parziale in Svizzera
Oggi in Svizzera quello del lavoro a tempo parziale è un modello molto diffuso. Secondo l’Ufficio federale di statistica, quasi il 42 per cento degli occupati lavora a orario ridotto. La Svizzera si colloca quindi al vertice in Europa (19%). Solo nei Paesi Bassi si registra una percentuale maggiore del lavoro a tempo parziale (43%).
In Svizzera le donne svolgono un lavoro a tempo parziale tre volte più spesso degli uomini. Quando si rientra al lavoro dopo il congedo di maternità, la maggior parte delle donne riduce il proprio grado di occupazione – e questo a lungo termine. Se nell’economia domestica vi è almeno un figlio di età inferiore ai 13 anni, nell’80 per cento dei casi la madre lavora a tempo parziale.
Perché il lavoro a tempo parziale incide negativamente sulla rendita?
Chi lavora meno, guadagna meno e versa quindi anche contributi minori all’AVS (previdenza statale = 1° pilastro) e alla cassa pensione (previdenza professionale = 2° pilastro). Ciò comporta generalmente in seguito prestazioni inferiori.
Ancor più marcate si presentano le conseguenze sulla previdenza dei periodi di sospensione dell’attività lavorativa . Molte mamme restano a casa qualche anno per dedicarsi interamente ai figli. Ma ogni anno di contribuzione mancante comporta una rendita AVS più bassa. Ecco perché le donne sono tendenzialmente svantaggiate nella previdenza. Ecco perché la previdenza privata assume un’importanza ancora maggiore, soprattutto per le donne.
Che cos’è una lacuna previdenziale?
La differenza tra le prestazioni erogate (rendita di vecchiaia) e il costo effettivo della vita. Come regola generale vale che dopo il pensionamento è necessario ancora l’80 per cento circa del reddito percepito fino a quel momento per mantenere il tenore di vita abituale. Chi lavora al 100% durante tutta la vita percepisce, insieme al 1° e 2° pilastro, circa il 60% del precedente stipendio. Nella previdenza per la vecchiaia ciò crea una lacuna del 20%. Coloro che hanno lavorato a tempo parziale per molti anni devono tuttavia attendersi in determinate circostanze una lacuna nettamente più consistente nella previdenza.
Che requisiti bisogna soddisfare per ottenere una rendita AVS piena?
Per ottenere una rendita massima pari a CHF 2520 (situazione al 2026) vanno soddisfatte tre condizioni:
- 44 anni di pagamento dei contributi (dai 21 anni fino al pensionamento)
- reddito medio annuo di CHF 90 720 (situazione 2026) oppure
- accrediti per compiti educativi/assistenziali sufficienti per compensare le perdite di salario
Queste condizioni non possono essere sempre soddisfatte, in particolare in caso di lavoro a tempo parziale. Ciò significa che dopo il pensionamento viene corrisposta soltanto una rendita parziale.
Accrediti per compiti educativi e assistenziali
Se avete cresciuto i figli o assistete un parente bisognoso di cure, potete farvi contabilizzare tali circostanze dall’AVS.
- Gli accrediti per compiti educativi vengono considerati solo al momento della richiesta della rendita di vecchiaia.
- Gli accrediti per compiti assistenziali per la cura di parenti devono essere richiesti ogni anno presso la cassa di compensazione cantonale. La cassa di compensazione verifica poi che i requisiti necessari siano soddisfatti.
Cassa pensione: quali svantaggi presenta il lavoro a tempo parziale?
La cassa pensione tiene conto delle persone soltanto a partire da un reddito minimo annuo. Un ulteriore problema in caso di lavoro a tempo parziale è rappresentato dalla deduzione di coordinamento: nel peggiore dei casi viene addirittura applicata due volte, il che comporta gravi conseguenze per la previdenza.
Soglia d’ingresso LPP
In Svizzera i datori di lavoro sono tenuti ad affiliare il personale alla cassa pensione soltanto a partire da un reddito annuo di CHF 22 680 (situazione 2026) Ciò significa che per un basso reddito annuo non viene accumulato alcun avere di vecchiaia.
Deduzione di coordinamento
La legge richiede che il 1° e il 2° pilastro siano coordinati tra loro: La cassa pensione deve assicurare solo quella parte del salario che non è già coperta dall’AVS/AI. La deduzione di coordinamento evita dunque una doppia assicurazione. Concretamente, il calcolo è il salario annuo lordo − deduzione di coordinamento = salario assicurato nella LPP.
La deduzione di coordinamento è un importo fisso, ossia 7/8 della rendita massima AVS (stato 2026: CHF 26 460) Ed è proprio qui che insorge il problema: se applicata a tempo parziale, la deduzione di coordinamento ha un peso eccessivo. Con il diminuire del grado di occupazione, il salario assicurato si riduce rapidamente.
Consigli sulla deduzione di coordinamento
Cercate il dialogo con il vostro datore di lavoro: fate presente la possibilità di adeguare il piano di previdenza in modo tale che gli impiegati a tempo parziale siano meno svantaggiati.
- La deduzione di coordinamento può essere adeguata al grado di occupazione. Questa misura contrasta gli effetti negativi del lavoro a tempo parziale sulla previdenza. Simili soluzioni sono tuttavia facoltative e presuppongono la disponibilità del datore di lavoro.
- In caso di lavoro a tempo parziale in più lavori, può succedere che la deduzione di coordinamento venga applicata due volte, ossia un’unica volta per ogni cassa pensione. In questo modo non rimane più molto del salario assicurato. Chiarite se in futuro potrete assicurare entrambi i redditi attraverso un’unica cassa pensione.
Altri consigli per gli impiegati a tempo parziale
Prestate attenzione a contributi AVS privi di lacune e a un grado d’occupazione il più possibile elevato. Se potete o volete lavorare solo poco, risparmiate quanto più denaro possibile nel 3° pilastro facoltativo.
Consiglio n. 1: versare un contributo minimo AVS
Potete evitare le lacune contributive versando annualmente il contributo minimo AVS di CHF 530 (stato al 2026) . Se tuttavia dovesse essersi verificata una lacuna, il contributo minimo AVS può essere versato entro cinque anni a posteriori. Su richiesta ricevete dalla Cassa di compensazione un estratto del vostro conto AVS personale.
Consiglio n. 2: aumentare il grado d’occupazione
Per una solida previdenza per la vecchiaia, in via permanente il grado di occupazione non dovrebbe scendere al di sotto del 70 per cento – così raccomanda la Conferenza svizzera delle/dei delegate/i alla parità fra uomo e donna. I gradi di occupazione più bassi a lungo termine incidono fortemente sulla previdenza personale per la vecchiaia.
Consiglio n. 3: pilastro 3a/3b e investimenti di capitale
Coloro che lavorano a tempo parziale sono di norma interessati da lacune previdenziali. Soprattutto le madri senza 3° pilastro devono spesso cavarsela con il minimo esistenziale dopo il pensionamento. Per evitarlo dovete prendere in prima persona l’iniziativa e aumentare in modo mirato la vostra futura rendita di vecchiaia.
- Pilastro 3a: i dipendenti possono versare ogni anno nel pilastro 3a fino a CHF 7258 (situazione 2026) e detrarre tale importo dal reddito imponibile. Ai lavoratori indipendenti viene concesso un versamento fino al 20% del reddito annuo soggetto all’AVS, al massimo CHF 36 288 (situazione 2026). Come previdenza vincolata, il capitale del pilastro 3a non è liberamente disponibile.
- Pilastro 3b: in alternativa o a titolo integrativo è possibile effettuare versamenti nel pilastro 3b – senza limiti di importo, ma senza esenzione fiscale. Nella previdenza libera, potete disporre del capitale risparmiato in qualsiasi momento.
- Investimenti di capitale: iniziate quanto prima possibile il processo di risparmio per beneficiare dell’effetto degli interessi composti. Convengono anche piccoli importi. Lasciate che il vostro denaro lavori, ad esempio investendo in fondi o azioni. Il modo più semplice per farlo è con le soluzioni previdenziali 3a come il nostro piano di previdenza SmartFlex – il quale è perfettamente adeguabile alle esigenze personali.