Salute

Digital detox: il coraggio di scollegarsi

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Gli smartphone sono ormai omnipresenti. Semplificano la vita. E creano dipendenza. È tempo di tirare il freno?

Lo smartphone, amico fedele e segretario tuttofare. Sveglia, agenda, blocco appunti, elenco telefonico, navigatore, orario ferroviario, giornale, raccolta di CD, fotocamera, album di foto, radio: una varietà pressoché illimitata di funzioni in un apparecchietto supermaneggevole. Incredibilmente pratico! A tal punto che non facciamo più un passo senza e l’offline ci provoca astinenza. E così, gradualmente ma inesorabilmente, le nostre abitudini si trasformano: un’invenzione destinata a renderci la vita più leggera finisce per appesantircela di stress.

Io e il mio smartphone − chi decide?

Chat, SMS, telefonate, notifiche push: gli stimoli si succedono rapidi e ogni volta dobbiamo interrompere quello che stiamo facendo. Siamo terrorizzati all’idea di perdere qualcosa d’importante. E così ogni cinque minuti il nostro sguardo è calamitato dallo schermo! Basta una vibrazione, un suono, un flash per sentire un piccolo brivido di gioia. La disintossicazione da smartphone genera nervosismo e irritazione, e non solo nei nativi digitali. Questa forma di assuefazione colpisce infatti tutte le generazioni.

Rinuncia consapevole in nome di una migliore qualità di vita?

Nel frattempo si è delineata una controtendenza. Attualmente molti utenti, convinti dal digital detox, cercano di arginare l’uso dei dispositivi online. Il loro buon proposito è vivere più spesso il «qui ed ora». E mentre i produttori di smartphone si combattono a colpi di modelli sempre più sofisticati, ecco che sul mercato riappaiono i dumbphone, cellulari con funzionalità limitate allo stretto necessario. Chi non vuole arrivare a tanto, può imparare almeno a modificare il proprio comportamento. La parola d’ordine è «controllo degli impulsi». È possibile esercitarsi a resistere al richiamo dello smartphone. Basta seguire alcuni semplici accorgimenti.

Sette consigli utili per il digital detox

  • Definite delle zone smartphone-free. Ad esempio, la camera da letto o il bagno. Dopo un iniziale disorientamento, assaporerete il piacere di oasi incontaminate!
  • Ritagliatevi sistematicamente dei momenti offline. Passeggiata o jogging, pausa pranzo o giro di shopping senza smartphone? Perché no? Si sopravvive benissimo.
  • Riducete i segnali molesti. Scegliete la modalità aereo o vibra, silenziate i gruppi chat, disattivate le notifiche push. Il vostro apparecchio offre numerose possibilità in questo senso: sfruttatele!
  • Lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Mettete lo smartphone fuori portata, ad esempio in un cassetto o in un’altra stanza. Potrete lavorare con maggiore concentrazione.
  • Non tutto è della massima urgenza. La maggior parte dei messaggi non richiede una risposta immediata. Raccoglieteli e rispondete in blocco.
  • Dichiarate guerra ai «succhia-tempo». Consultate i social media e i portali news solo in determinate occasioni, ad esempio in treno. Intanto cominciate a cancellare le app inutili.
  • Esternalizzate i servizi. Perché non tornate al vecchio orologio da polso? alla sveglia sul comodino? all’iPod shuffle per ascoltare musica durante il fitness? In questo modo sarete meno succubi del vostro smartphone.

Quali rischi comporta una vita perennemente online?

Le ripercussioni negative di un abuso di apparecchi digitali sulla produttività e sulla salute sono ormai provati, ad esempio dagli studi condotti dalle università di Augusta e Ulma. Oltre ai malesseri fisici quali mal di testa, dolori alla cervicale o stanchezza, anche i disturbi psichici sono particolarmente frequenti: lo stillicidio di informazioni finisce per sovraccaricare la nostra mente. Essere continuamente disponibili, reagire subito a qualunque input, soddisfare ogni aspettativa alla lunga logora. Le conseguenze sono irrequietezza, disattenzione e difficoltà di concentrazione fino ad arrivare a sindromi più gravi. Le persone che non riescono più a «staccare la spina» scambiano spesso il diversivo per relax. In realtà occorrerebbero più «tempi morti». L’ideale sarebbe una bella passeggiata da soli per schiarire e riordinare le idee. E invece gli adepti del digitale compulsivo «smanettano» fino a sera tardi e magari si addormentano con lo smartphone in mano. Chi è convinto di dover essere sempre online deve porsi seriamente qualche domanda.

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    Sempre al massimo?

    Quando nella vita di tutti i giorni si vive a cento all’ora per un periodo prolungato si rischia il burnout o la depressione da esaurimento. Nel nostro articolo del blog scoprirete come combattere lo stress con mezzi semplici.

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