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Previdenza per la vecchiaia: a cosa devono fare attenzione le donne

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Le donne al giorno d’oggi sono sicure di sé: dopo una fase ben ponderata dedicata ai figli e al loro accudimento, in genere riprendono l'attività lavorativa – spesso a tempo parziale. La nostra esperta, Petra Kolb, fornisce preziosi consigli in fatto di tutela e previdenza per le donne. 

Signora Kolb, oggi ci sono sempre più donne che possiedono un’istruzione più elevata rispetto agli uomini*. I percorsi intrapresi sono però perlopiù diversi. Quali sono le principali differenze nella carriera al femminile?

Petra Kolb: È ancora comune che le donne scelgano, in prevalenza, di restare a casa dopo la nascita del primo figlio, anche se avevano già raggiunto il successo professionale. Questo tempo con la famiglia viene oggi vissuto in modo molto consapevole e riveste grande importanza per la maggioranza delle madri. Di solito ricominciano a lavorare non appena il figlio è cresciuto – inizialmente quasi sempre a tempo parziale.

Qualche volta il rientro può creare delle difficoltà. Per quale ragione?

Questa è l’altra faccia della medaglia: da noi in Svizzera ci sono troppe poche scuole diurne e numerose coppie cercano a lungo soluzioni per la custodia dei bambini. Ciò rappresenta un problema per la donna che lavora: più aspetta, maggiori sono i cambiamenti sul posto di lavoro. Il motivo, non da ultimo, è il progresso tecnologico. La digitalizzazione comporta innovazioni non solo nel privato ma anche sul lavoro. Chi non resta al passo coi tempi deve recuperare ampiamente per aggiornarsi. Anche una pausa di un paio d’anni può diventare un serio ostacolo per il reinserimento nel mercato del lavoro.

La deduzione di coordinamento è costituita da un importo fisso che viene detratto dal salario annuo per determinare il salario assicurato. Su questo salario assicurato si basano i contributi CP, le rendite di vecchiaia, per figli, per i superstiti e di invalidità.
I lavoratori a tempo parziale pagano la stessa deduzione di coordinamento di quelli impiegati al 100%, a meno che nel regolamento della cassa pensione il datore di lavoro non preveda una deduzione di coordinamento ridotta per i dipendenti part time.

La deduzione di coordinamento è costituita da un importo fisso che viene detratto dal salario annuo per determinare il salario assicurato. Su questo salario assicurato si basano i contributi CP, le rendite di vecchiaia, per figli, per i superstiti e di invalidità. I lavoratori a tempo parziale pagano la stessa deduzione di coordinamento di quelli impiegati al 100%, a meno che nel regolamento della cassa pensione il datore di lavoro non preveda una deduzione di coordinamento ridotta per i dipendenti part time.

Quasi il 60% delle donne con attività lucrativa sceglie il tempo parziale – si tratta della larga maggioranza. Quali sono le conseguenze sui contributi da versare e sulle prestazioni della cassa pensione?

Durante la fase di accudimento dei figli spesso sorgono lacune previdenziali. Questo perché nel periodo in cui la donna rimane a casa non vengono versati i contributi. Ma anche dopo il rientro, i contributi sono minori. Ammettendo che la donna lavori part-time, il suo salario sarà inferiore così come i versamenti nella cassa pensione. Pertanto accumula un avere di vecchiaia più ridotto, cosa che si ripercuoterà più tardi sulla sua rendita.

Un importante consiglio da parte mia alle donne che vogliono riprendere il lavoro a tempo parziale: accertatevi che il datore di lavoro calcoli la deduzione di coordinamento proporzionalmente al grado di occupazione. E cioè che la deduzione di coordinamento non sia di CHF 24 675, come per i lavoratori a tempo pieno, bensì della metà se si lavora ad esempio al 50%, in modo da ottenere un salario assicurato superiore. Con un salario annuo più basso, i versamenti nella cassa pensione saranno così molto più alti, consentendovi di risparmiare maggiormente per la vecchiaia. Le lacune contributive non verranno colmate, ma almeno si eviterà di ampliarle troppo. In ogni caso conviene superare la timidezza e affrontare l’argomento già durante il colloquio di assunzione.

Nella fase di accudimento dei figli spesso sorgono lacune nei contributi.

Petra Kolb, esperta previdenziale

Un aspetto che molte coppie non valutano: quando la donna rimane a casa per accudire i figli e viene meno per malattia o infortunio, chi si occupa dei bambini e come è possibile coprire i costi per la cura della casa e della famiglia?

Sì, un infortunio o una malattia possono avere pesanti ripercussioni a vari livelli. Spesso capita che il partner sano, oltre alle tante preoccupazioni finanziarie, sia anche sovraccarico di impegni. È molto rassicurante essere ben tutelati anche in simili situazioni d’emergenza. Fattori di insicurezza come l’invalidità possono essere coperti ad esempio da una apposita rendita. Ci sono assicurazioni di rischio che si assumono anche i costi per un aiuto domestico. Come vedete i modelli di copertura sono vari. Vanno adeguati al reddito dei partner e alla situazione individuale. La cosa migliore è avvalersi di una consulenza personale. Conviene sempre.

Quali possibilità esistono per compensare le lacune di rendita?

Dopo la ripresa dell'attività lavorativa fa piacere tornare a guadagnarsi da vivere: sicuramente aiuta l'economia familiare e poi permette di concedersi qualche sfizio ogni tanto. Per compensare le lacune è tuttavia importante non trascurare la previdenza privata per la vecchiaia. In particolare è raccomandabile usare il pilastro 3a, fiscalmente agevolato, per i versamenti. Inoltre è possibile effettuare un riscatto nella cassa pensione. Questo ha un effetto fiscale: la remunerazione della cassa pensione è spesso ancora buona e al momento i tassi di interesse sono comunque molto bassi. Se possibile, sarebbe naturalmente opportuno provare a pagare i contributi anche nella fase in cui non si esercita alcuna attività lucrativa; purtroppo, però, durante questo periodo non si può versare nel pilastro 3a. A tal riguardo AXA offre una buona soluzione: propone infatti un modello con il quale le polizze in corso del pilastro 3a possono essere temporaneamente convertite in 3b per poi ripassare al pilastro 3a non appena si riprende a lavorare.

Indicazione delle fonti:

1 Cfr.: von Erlach, Emanuel e Segura, Juan, Ufficio federale di statistica (UST), 2011, Femmes et hommes dans les hautes écoles suisses – Indicateurs sur les différences entre les sexes, Neuchâtel, pag. 22

2 Cfr.: Hosp, Janine e De Carli, Luca, Tagesanzeiger 24.10.2017, So stark geht die Schere bei der Matura-Quote auf

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    Petra Kolb

    è responsabile dell'agenzia generale Previdenza & Patrimonio di Frauenfeld. Come donna che lavora fornisce consigli preziosi sul lavoro a tempo parziale e spiega come prepararsi in modo ottimale al futuro.

    Per saperne di più

Che cos’è precisamente la deduzione di coordinamento?


La deduzione di coordinamento va intesa all’interno del sistema svizzero dei tre pilastri.
Nel primo pilastro (AVS) viene detratta dal salario una quota assicurativa obbligatoria per l’intera popolazione. Nel secondo pilastro una quota salariale della popolazione attiva viene trattenuta per la cassa pensione.

Affinché la componente salariale assicurata, già coperta attraverso il primo pilastro, non debba essere nuovamente assicurata tramite il secondo pilastro, viene detratta una parte obbligatoria dal reddito annuo netto indipendentemente dal suo ammontare. La base di calcolo del secondo pilastro LPP è pertanto il salario annuo netto meno la cosiddetta deduzione di coordinamento, pari a CHF 24 675 (stato 2017). Il restante salario annuo netto viene assicurato nella cassa pensione. Con questa componente assicurativa è possibile risparmiare in modo concreto per la vecchiaia.

Per i dipendenti che non lavorano a tempo pieno potrebbe eventualmente essere troppo poco. Per esempio, se una donna riprende a lavorare dapprima al 50% – o meno –, dopo la deduzione di coordinamento il restante salario annuo assicurato nel secondo pilastro sarà esiguo e insufficiente per risparmiare adeguatamente in vista della vecchiaia. Petra Kolb raccomanda pertanto di chiedere al datore di lavoro di calcolare la deduzione di coordinamento proporzionalmente al grado di occupazione. Per un impiego al 50% ciò corrisponderebbe a soli CHF12 337.50. In questo modo viene assicurata nella cassa pensione una quota superiore del reddito e, quindi, si risparmia maggiormente per la vecchiaia.

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