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Fino al 20% in più di rendita di vecchiaia

Immagine: AXA
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Nel 2° pilastro si cercano soprattutto formule sostenibili ed efficaci. Grazie alle soluzioni semiautonome, le PMI e i loro dipendenti ricevono a lungo termine una remunerazione migliore con prospettive di rendite più elevate in vecchiaia. Inoltre una strategia d’investimento accorta consente un alto grado di sicurezza.

Una volta in pensione, il 1° e il 2° pilastro dovrebbero fornire un reddito da rendita pari a circa il 60% dell’ultimo salario percepito e garantire così il tenore di vita abituale. Tuttavia l’allungamento della speranza di vita, il contesto prevalente di bassi tassi d’interesse e la situazione politica generale rendono sempre più difficile raggiungere questa finalità. Mentre la quota AVS del futuro reddito da rendita è rimasta finora invariata, quella rappresentata dal 2° pilastro si è via via assottigliata a causa della progressiva riduzione della remunerazione degli averi di vecchiaia e dell’aliquota di conversione nel regime sovraobbligatorio. Queste tendenze influiscono sugli assicurati a seconda del modello assicurativo.

Per questo da inizio 2019 AXA offre, al posto dell’assicurazione completa, unicamente soluzioni di cassa pensione semiautonome. In una diversificazione equilibrata degli investimenti nelle soluzioni semiautonome, il «terzo contribuente» − ossia il tasso d’interesse − ha un ruolo molto più incisivo che nell’assicurazione completa, dove vigono vincoli regolamentari particolarmente stringenti che ne limitano le possibilità d’investimento.

Remunerazione più elevata = Rendita più elevata

Oltre all’aliquota di conversione, per l’importo della futura rendita di vecchiaia è importante soprattutto la remunerazione del capitale di vecchiaia. La rendita cambia sostanzialmente se tale avere è remunerato all’1%, cioè al tasso d’interesse minimo LPP, o al 2%, come possibile nella semiautonomia.

 

Oltre all’aliquota di conversione, per l’importo della futura rendita di vecchiaia è importante soprattutto la remunerazione del capitale di vecchiaia.

In una vita lavorativa fino al pensionamento l’effetto degli interessi composti genera averi e rendite di vecchiaia più elevati. A parità di reddito, nelle soluzioni semiautonome le rendite di vecchiaia del 2° pilastro possono risultare, per la maggior parte degli assicurati, fino al 20% più consistenti rispetto a quelle nell’assicurazione completa, ovvero un extra di varie centinaia di franchi al mese.

Per le nuove fondazioni collettive semiautonome di AXA e i loro assicurati i vantaggi del passaggio alla semiautonomia sono stati tangibili già nel primo anno dopo la trasformazione. Nel 2019 AXA è riuscita a versare interessi per circa CHF 600 milioni in più rispetto alla precedente assicurazione completa. Gli assicurati hanno quindi beneficiato di una remunerazione più elevata: sui loro averi di vecchiaia è maturato nel 2019 un interesse medio del 3,5%. A lungo termine AXA prevede una remunerazione media del 2%.

Solida dotazione finanziaria 

Le fondazioni collettive di AXA vantano inoltre ottimi requisiti strutturali e finanziari, come un elevato grado di copertura, un basso tasso d’interesse tecnico, adeguate aliquote di conversione, una buona struttura d’età, una modesta quota di beneficiari di rendite e un’alta percentuale di averi di vecchiaia nel regime sovraobbligatorio.

Il fatto che gli impegni relativi alle rendite siano stati pari a zero per il 2019 e saranno relativamente contenuti negli anni successivi riduce considerevolmente anche la ridistribuzione dagli assicurati attivi ai beneficiari di rendite di vecchiaia.

Constance Reschke, responsabile Previdenza professionale presso AXA Svizzera: «Le fondazioni collettive di AXA sono entrate nella semiautonomia con riserve aggiuntive pari a CHF 3 miliardi e un elevato grado di copertura; nel 2019 sono riuscite ad aumentare ulteriormente le loro riserve di fluttuazione. La solida situazione finanziaria e strutturale consente alle fondazioni collettive di compensare nel tempo le oscillazioni di mercato». A fine 2019 i gradi di copertura determinanti medi al netto della remunerazione erano pari al 111%. 

A partire da un grado di copertura del 100% un istituto di previdenza può rispettare tutti gli impegni assunti nei confronti degli assicurati. Diversamente dalle assicurazioni complete, un deficit è temporaneamente ammesso senza che debbano essere adottate subito misure di risanamento, se può essere riassorbito nel tempo sui mercati dei capitali. Nell’eventualità di una perdita sugli investimenti, nel regime obbligatorio LPP gli assicurati ricevono in ogni caso l’interesse minimo previsto dalla legge.

Strategia d’investimento lungimirante

AXA adotta una strategia d’investimento sostenibile e attenta ai rischi con un’ampia diversificazione, il che conferisce stabilità in termini di performance e grado di copertura. Con una quota azionaria pari a circa il 30% gli investimenti delle fondazioni collettive di AXA hanno un carattere piuttosto difensivo.

AXA persegue da sempre una strategia dei rischi consapevole puntando per tempo su classi di attivi interessanti per effettuare investimenti redditizi e sostenibili.

Daniel Gussmann, Chief Investment Officer di AXA Svizzera: «I mercati dei capitali, e in particolare quelli azionari, evidenziano a cadenza ciclica delle oscillazioni di breve durata. Tuttavia, la previdenza professionale è un ambito operativo impostato sul lungo periodo, per cui anche la strategia d’investimento si orienta al medesimo orizzonte temporale. Fedele alla sua vocazione assicurativa, AXA persegue da sempre una strategia dei rischi consapevole puntando per tempo su classi di attivi interessanti quali gli immobili nazionali ed esteri, le ipoteche svizzere, i titoli societari/private equity e creando il relativo know-how per effettuare investimenti redditizi e sostenibili per i nostri clienti». Il grado di copertura determinante medio delle nuove fondazioni collettive semiautonome di AXA a fine aprile 2020 si colloca al 107%, una percentuale ancora molto solida se si considera il crollo delle borse conseguente alla crisi provocata dal coronavirus.

Soluzioni per il 2° pilastro sostenibili ed efficaci

AXA vuole porre la previdenza professionale su basi sane e offrire alle aziende e ai loro dipendenti soluzioni sostenibili ed efficaci nel 2° pilastro. 

Thomas Gerber, responsabile Previdenza di AXA Svizzera: «La transizione alle soluzioni semiautonome ci consente di ridurre in ampia misura la ridistribuzione dagli assicurati attivi ai beneficiari di rendita, mantenere più stabili le aliquote di conversione e assicurare migliori opportunità di rendimento ai nostri assicurati. Sul lungo termine agli assicurati si aprono prospettive decisamente migliori di rendite di vecchiaia più cospicue a fronti di spese complessive più moderate. L’eco positiva destata sul mercato ci conforta nella nostra convinzione che il passaggio alla semiautonomia era la sola scelta giusta». 

Le PMI hanno accolto con interesse le nuove soluzioni: al 1° gennaio 2020 i nuovi contratti sono quintuplicati rispetto al 2019 facendo registrare alle fondazioni collettive di AXA un balzo della crescita di oltre il 9%. Alla luce delle condizioni quadro esistenti, le soluzioni semiautonome risultano più vantaggiose, eque e flessibili in ogni tipo di scenario.

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