Donna e marito sono in vacanza e corrono ridendo per strada.
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Congedo non retribuito in Svizzera: Aspetti di cui tenere conto

Una pausa prolungata dalla quotidianità lavorativa è un desiderio di molte persone. Il congedo non retribuito offre una soluzione flessibile, ma solleva anche alcune domande: che cosa ne sarà del salario e della copertura assicurativa durante questo periodo?

Riposo, congedo sabbatico, perfezionamento professionale, giro del mondo o semplicemente tempo per la famiglia: il congedo non retribuito si addice a tutti coloro che desiderano un’assenza prolungata dal lavoro, tuttavia senza licenziamento. Le collaboratrici e i collaboratori vengono temporaneamente esonerati dal proprio lavoro. Durante il congedo non percepiscono alcun salario, ma il loro rapporto di lavoro rimane in essere. Per un congedo non retribuito occorre sempre un accordo tra datore di lavoro e dipendente, dato che in Svizzera non esiste un diritto legale a ferie non retribuite.

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Ho diritto a un congedo non retribuito?

No. Se un congedo non retribuito sia possibile o no dipende dal datore di lavoro. Alcune aziende stabiliscono tale regolamentazione nel contratto di lavoro, in un contratto collettivo di lavoro (CCL) o in regolamenti interni del personale. Tali regolamentazioni si differenziano a seconda del settore, dell’azienda e degli accordi individuali. Un esempio lampante è offerto dal servizio pubblico nel Canton Zurigo dove il congedo non pagato è chiaramente definito nel diritto del personale. Le e i dipendenti del cantone possono richiedere ferie non retribuite se sussistono motivi personali importanti e la situazione aziendale lo consente .

Quali obblighi ha il personale e quali l’azienda?

In molte aziende, tuttavia, non esistono regole così dettagliate. Il congedo non retribuito va pertanto negoziato direttamente con il datore di lavoro. Affinché il congedo non retribuito avvenga senza intoppi e conformemente alla legge, sia i datori di lavoro che il personale hanno in ogni caso determinati obblighi.

Obblighi del personale

  • Le e i dipendenti devono richiedere per tempo il congedo non retribuito, idealmente per iscritto e fornendo una chiara motivazione. 
  • Definire insieme al datore di lavoro la durata dell’assenza. Questo accordo è vincolante : un’interruzione o una proroga richiede il consenso di entrambe le parti. 
  • Le collaboratrici e i collaboratori sono tenuti a informarsi sul venir meno di prestazioni quali l’assicurazione infortuni o la cassa pensione e, se necessario, a stipulare su base volontaria una continuazione dell’assicurazione. 

Passo dopo passo: il vostro viaggio verso un congedo non retribuito

Nel pianificare e organizzare un congedo non retribuito dovreste osservare i seguenti passaggi 

  1. Informarsi e pianificare per tempo: riflettete su quanto a lungo volete assentarvi e come la vostra assenza si ripercuoterà sulla vostra situazione finanziaria. 
  2. Presentare richiesta al datore di lavoro: inoltrate una richiesta scritta corredata della motivazione e del periodo desiderato. Dichiarate la vostra disponibilità a firmare un accordo scritto. 
  3. Svolgere il colloquio con il datore di lavoro: chiarite, in un colloquio personale, se è possibile usufruire di un congedo non retribuito, se vi sono motivi aziendali contrari e quali condizioni trovano applicazione. 
  4. Metter per iscritto l’accordo: fatevi confermare per iscritto tutti i punti salienti Inizio e fine dell’assenza, effetti sul diritto alle vacanze, cassa pensione, assicurazione infortuni e garanzia del posto di lavoro. 
  5. Controllare il conteggio salariale: verificate attentamente il conteggio salariale nel mese in questione. Il congedo non retribuito deve figurare correttamente come deduzione; eventuali contributi al mantenimento dell’assicurazione dovrebbero essere indicati separatamente. 
  6. Preparare il rientro: rispettate il termine di rientro concordato e notificatelo per tempo. In caso di assenza prolungata può essere utile scambiare due parole con il team prima del reinserimento. 

Congedo non retribuito: che cosa succede con le assicurazioni ?

Un altro aspetto importante di cui dovete occuparvi per tempo è la copertura assicurativa. Perché durante un congedo non retribuito, la copertura cambia in parte in modo considerevole. In Svizzera sono interessate le seguenti assicurazioni: 

  • AVS/AI/IPG (1° pilastro): durante il congedo non retribuito né voi né il vostro datore di lavoro versate contributi all’Assicurazione per la vecchiaia e i superstiti (AVS), all’Assicurazione per l’invalidità (AI) o all’Ordinamento delle indennità per perdita di guadagno (IPG). In caso di assenze prolungate si viene a creare una cosiddetta lacuna contributiva che in seguito potrebbe comportare una riduzione della vostra rendita AVS. Per evitarlo, iscrivetevi presso la cassa di compensazione cantonale come persone senza attività lucrativa e versate volontariamente i contributi.
  • AD (Assicurazione contro la disoccupazione): anche l’assicurazione contro la disoccupazione viene meno durante il congedo non retribuito. Dato che il periodo di assenza non è considerato periodo di contribuzione, dopo un licenziamento o la cessazione dell’impiego potreste non avere diritto all’indennità giornaliera di disoccupazione.
  • LAINF (assicurazione infortuni): l’assicurazione infortuni si suddivide in due settori; mentre l’assicurazione contro gli infortuni professionali (UPI) termina l’ultimo giorno lavorativo precedente il congedo non retribuito, l’assicurazione contro gli infortuni non professionali (API) rimane in vigore ancora per 31 giorni dopo l’ultimo giorno lavorativo retribuito. Dopodiché si estingue anche questa copertura. Per mantenerla durante il congedo, è possibile stipulare per un massimo di sei mesi una cosiddetta assicurazione per convenzione che è particolarmente importante quando si viaggia all’estero o si mantiene attivo fisicamente. 
  • LPP (2° pilastro della cassa pensione): congedo non retribuito significa che non si percepisce uno stipendio e quindi non si devono versare i contributi alla cassa pensione. In questo modo è sospesa non solo la vostra previdenza per la vecchiaia, bensì spesso anche la copertura dei rischi in caso di decesso o invalidità (in alcuni casi la copertura rimane in vigore per un determinato periodo di tempo, spesso per un mese, prima di estinguersi). In caso di assenza prolungata è pertanto opportuno valutare una soluzione previdenziale privata per colmare la lacuna.
  • Un ragazzo è fuori sullo skateboard e il padre lo sostiene.
    Assicurazione per convenzione

    Se avete in programma un congedo non retribuito, è consigliabile stipulare per tempo un’assicurazione per convenzione.

    Maggiori informazioni

Quali sono gli effetti di un congedo non retribuito?

Oltre al tema assicurativo, la scelta di ferie non retribuite comporta ulteriori ripercussioni a livello giuridico e finanziario. 

Contratto di lavoro, prestazione lavorativa e salario

In linea di massima, durante un congedo non retribuito il rapporto di lavoro rimane in vigore e durante l’assenza sono sospesi soltanto l’obbligo di prestazione lavorativa e il diritto al salario. Non sussiste alcun diritto alla continuazione del pagamento del salario, nemmeno in misura proporzionale. Precisiamo: una disdetta durante il congedo non retribuito è sostanzialmente consentita, salvo diversamente concordato.  

Rischi di infortunio e malattia

Come già menzionato, un congedo non retribuito implica l'interruzione della vostra assicurazione contro gli infortuni professionali. Se l’assicurazione contro gli infortuni non professionali si estingue dopo 31 giorni, senza assicurazione complementare non sussiste più alcuna copertura contro gli infortuni, nemmeno nel tempo libero. Lo stesso vale per la copertura dell’indennità giornaliera in caso di malattia: a seconda dell’azienda e del modello assicurativo, essa viene meno, del tutto o in parte. Durante le vacanze, quindi, vi assumete interamente il rischio in caso di malattia o infortunio, a meno che non vi siate assicurati volontariamente. 

Diritto alle vacanze e giorni di vacanza

Il congedo non retribuito riduce il diritto alle ferie in misura proporzionale, poiché la persona assicurata non fornisce alcuna prestazione lavorativa durante questo periodo. Per legge si ha diritto a un minimo di quattro settimane di vacanze per ogni anno di lavoro intero che tuttavia si riduce proporzionalmente in caso di assenza non retribuita prolungata. Anche le regolamentazioni aziendali relative alle ferie, ad esempio un diritto supplementare alle ferie dopo anni di servizio, possono essere influenzate da un congedo. 

Scadenze e periodi lavorativi

I giorni di ferie non retribuiti influiscono sul calcolo degli anni di servizio nel caso in cui l’assenza sia superiore a un mese. In molte aziende un congedo di questo tipo non rientra nell’anzianità di servizio computabile, in particolare se avviene su base volontaria e per un lungo periodo. Ciò può far sì che i termini per determinate pretese (ad esempio termini di disdetta più lunghi, vacanze supplementari dopo anni di servizio o prestazioni in occasione di anniversari) vengano posticipati. Anche nel calcolo dei termini di disdetta basati sulla durata dell’impiego, il congedo non retribuito può comportare un’interruzione del periodo computabile.  

Rientro al lavoro

Al termine della durata concordata il congedo non retribuito termina automaticamente e la persona assicurata riprende l’attività lavorativa. Il diritto allo stesso posto di lavoro sussiste solo se convenuto per iscritto. Per poter garantire un reinserimento senza intoppi, soprattutto in caso di lunghe assenze, si raccomanda pertanto di discuterne per tempo con i superiori. In alcune aziende, prima del rientro, è prevista una breve conversazione per discutere di compiti, orari di lavoro o nuovi sviluppi all’interno del team.