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Diritto di locazione: quali sono i diritti e i doveri degli inquilini?

Quando si ha diritto a una riduzione del canone di locazione? È lecito proporre direttamente una persona subentrante? E cosa prevede l’obbligo di diligenza? Chi vive in affitto dovrebbe conoscere bene i propri diritti e doveri.

  • Ritratto di Kathrin Ramseier, avvocato presso AXA-ARAG.
    Kathrin Ramseier

    Kathrin Ramseier, avvocata presso AXA-ARAG, è specializzata in diritto immobiliare. Risponde alle principali domande in tema di diritto di locazione.

Che diritti spettano ai locatari?

In Svizzera il diritto di locazione è disciplinato dal Codice delle obbligazioni (art. 253 e seg. CO) e viene integrato da altre regolamentazioni specifiche in materia, in primo luogo l’Ordinanza concernente la locazione e l’affitto di locali d’abitazione o commerciali (OLAL). Ecco alcuni dei diritti di chi prende in affitto un immobile.

  • Diritto a un’abitazione fruibile: la parte locatrice deve consegnare l’appartamento in condizioni idonee per abitarvi e mantenerlo in tale stato per la durata della locazione. Difetti come un riscaldamento non funzionante devono essere riparati a proprie spese dalla parte locatrice. Finché il difetto sussiste è possibile richiedere una riduzione del canone di locazione, purché il difetto limiti l’uso dell’immobile locato.
  • Impugnare la pigione iniziale: se al momento di subentrare nell’appartamento il canone di locazione vi sembra abusivo, ad esempio perché la parte locatrice l’ha aumentato notevolmente rispetto all’affitto precedente, potete contestarlo presso l’autorità di conciliazione entro 30 giorni dalla presa in consegna dell’appartamento.
  • Richiedere una riduzione del canone di locazione: se si abbassa il tasso di riferimento, ossia il tasso d’interesse medio per le ipoteche in Svizzera definito su base trimestrale dall’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB), è possibile richiedere una riduzione del canone di locazione a partire dalla scadenza di disdetta successiva. Il presupposto è che l’affitto attuale sia basato su un tasso di riferimento più elevato.
  • Subaffitto: in linea generale è possibile subaffittare, ma per procedere è necessario il consenso della parte locatrice.
  • Presentare una persona subentrante: se volete lasciare l’appartamento al di là dei termini di disdetta, potete proporre una persona subentrante solvibile e accettabile che si dichiari disposta a rilevare il contratto di locazione alle medesime condizioni. In questo modo viene meno l’obbligo di continuare a pagare il canone di locazione.
  • Protezione dalla disdetta: se ritenete che la disdetta sia abusiva, potete impugnarla entro 30 giorni presso l’autorità di conciliazione. In casi di rigore potete inoltre richiedere una proroga del contratto di locazione.

Cosa comporta l’obbligo di diligenza per i locatari?

In quanto locatari si è tenuti a trattare con la debita cura la «cosa locata» e ad avere riguardo per gli altri abitanti dello stabile.

Una violazione dell’obbligo di diligenza sussiste ad esempio nei casi seguenti:

  • se non si segnala tempestivamente un’infestazione da parassiti
  • se il tubo della lavatrice si rompe con conseguente danno causato dall’acqua, qualora non venga segnalato immediatamente alla parte locatrice
  • se fate festa ad alto volume e ascoltate musica fino a tarda notte

Importante: l’obbligo di diligenza si riferisce al proprio appartamento e agli spazi ad uso comune come il vano scale e la lavanderia.

Quali sono gli obblighi della parte locatrice?

La parte locatrice è tenuta a consegnare l’abitazione alla data convenuta in condizioni idonee all’uso e a mantenerla in tale stato per l’intera durata della locazione (art. 256 CO). Ai sensi del diritto di locazione ne derivano in particolare gli obblighi qui di seguito.

  • Eliminazione dei difetti: le riparazioni di entità superiore alla piccola manutenzione sono a carico della parte locatrice.
  • Riscaldamento: secondo una decisione del Tribunale federale (4A_581/2016), in inverno l’appartamento deve poter avere una temperatura interna di almeno 20 gradi. Se la temperatura non viene raggiunta alla massima potenza di riscaldamento, si è in presenza di un difetto.
  • Conteggiare correttamente le spese accessorie: possono essere conteggiate solo le spese accessorie espressamente concordate nel contratto di locazione.
  • Deposito corretto del conto cauzione: la cauzione, pari al massimo a tre canoni di affitto mensili, deve essere depositata presso una banca su un conto a nome della parte locataria (art. 257e CO).
  • Rispettare le prescrizioni formali: gli aumenti del canone di locazione e le disdette devono essere comunicati mediante l’apposito modulo approvato ufficialmente, altrimenti sono nulli.

Tra l’altro: nella nostra guida vi mostriamo passo dopo passo come verificare il conteggio delle spese accessorie e individuare eventuali errori.

In quali casi la parte locatrice può aumentare l’affitto?

Secondo l’attuale diritto di locazione è possibile aumentare la pigione solo alla prima scadenza di disdetta possibile. L’aumento deve essere motivato mediante un modulo approvato ufficialmente e comunicato almeno dieci giorni prima dell’inizio del termine di preavviso (art. 269d CO). I motivi classici sono:

  • aumento del tasso di riferimento
  • rincaro
  • aumento dei costi di manutenzione e di gestione
  • investimenti che incrementano il valore dell’immobile, come un risanamento completo

Se non viene utilizzato l’apposito modulo o se l’aumento è accompagnato da una comminatoria di disdetta, l’aumento è da considerarsi nullo.

Quando si può contestare il canone di locazione?

Secondo il diritto di locazione, è possibile contestare il canone entro i primi 30 giorni dalla presa in consegna dell’appartamento. Un aumento del canone di locazione può essere impugnato davanti all’autorità di conciliazione entro 30 giorni dalla relativa comunicazione. Se il tasso di riferimento scende durante il periodo di affitto, è lecito richiedere alla parte locatrice una riduzione della pigione. Se la parte locatrice la concede in misura insufficiente o si rifiuta di concederla, potete far valere i vostri diritti di inquilini anche rivolgendovi all’autorità di conciliazione.

  • Una giovane coppia è seduta sul divano di casa. Entrambi guardano il tablet che l’uomo tiene in mano.
    Consigli giuridici in tema di abitazione e dintorni

    Che si tratti di domande sul diritto di locazione, sulla detenzione di animali domestici o sulle spese accessorie: MyRight vi dà accesso gratuito a consigli pratici nonché a liste di controllo e modelli di lettere davvero utili.

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Di quali riparazioni e rinnovi bisogna farsi carico come locatari?

Gli affittuari sono responsabili in prima persona per i cosiddetti interventi di «piccola manutenzione» per tutta la durata del contratto di locazione. Tra questi rientrano piccole riparazioni e lavori di manutenzione dovuti all’uso normale, come la sostituzione di lampadine, la pulizia di guarnizioni o la lubrificazione delle serrature. Le riparazioni di entità superiore alla piccola manutenzione sono a carico della parte locatrice.

Al momento di lasciare l’appartamento dovete sostanzialmente restituirlo nelle condizioni in cui l’avete preso in consegna. Non dovete tuttavia farvi carico della naturale usura legata al normale utilizzo, ad esempio pareti scolorite o pavimenti usurati.

Qualora l’abitazione sia eccessivamente usurata o siano presenti dei danni, è necessario provvedere a ripararli o farsi carico dei relativi costi. In questi casi bisogna considerare un aspetto: ogni oggetto di un appartamento ha una determinata durata di vita. Dovete dunque indennizzare solo il valore che l’oggetto aveva al momento in cui lasciate l’abitazione.

Come notificare correttamente un difetto nell’appartamento?

Se constatate un difetto, che si tratti di un guasto al riscaldamento, di muffa o di un danno causato dall’acqua, procedete come indicato qui di seguito.

  1. Segnalate il difetto in forma scritta: datene comunicazione alla parte locatrice tramite raccomandata. Descrivetelo nel modo più preciso possibile e documentatelo con foto.
  2. Fissate un termine congruo: sollecitate la parte locatrice a eliminare il difetto entro un termine adeguato.
  3. Fate vale i vostri diritti: se la parte locatrice non agisce, a seconda della gravità del difetto è possibile richiedere una riduzione del canone di locazione o, in casi estremi, dare disdetta senza preavviso.

Importante: chi non notifica un difetto o lo segnala troppo tardi rischia di perdere il diritto a una riduzione del canone di locazione. Trovate un modello di lettera per la notifica dei difetti dell’immobile su MyRight, il portale giuridico di AXA-ARAG.

Panoramica dei termini principali nel diritto di locazione

Sintesi dei termini nel diritto di locazione

Situazione Termine Basi giuridiche
Contestare la pigione iniziale 30 giorni dopo la presa in consegna Art. 270 CO
Contestare l’aumento del canone di locazione 30 giorni dopo la comunicazione Art. 270b CO
Comunicare l’aumento del canone di locazione Almeno 10 giorni prima dell’inizio del termine di preavviso Art. 269d CO
Contestare la disdetta (abusiva) 30 giorni dalla disdetta Art. 273 CO
Disdetta ordinaria da parte del locatario Almeno 3 mesi al consueto termine locale Art. 266c CO
Disdetta straordinaria in caso di ritardo nei pagamenti 30 giorni a fine mese (dopo la scadenza del termine di pagamento) Art. 257d CO
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Domande frequenti sul diritto di locazione

È possibile subaffittare il proprio appartamento?

Sì, in linea di massima il subaffitto è consentito con il consenso della parte locatrice. La parte locatrice può negare il consenso solo se non comunicate le condizioni del subaffitto, se queste sono abusive rispetto al contratto di locazione principale o se ne derivano svantaggi considerevoli per la parte locatrice stessa (art. 262 CO). Chi subaffitta senza il consenso rischia, nel peggiore dei casi, la disdetta del contratto.

Dopo il trasloco nell’appartamento, il locatore ha il diritto di richiedere il versamento di un deposito cauzionale?

Sì. Secondo il diritto di locazione, per le superfici abitative il locatore ha la facoltà di chiedere un deposito cauzionale di importo massimo pari a tre mensilità di affitto.

E dopo il trasloco? Scoprite qui come procedere se la parte locatrice non restituisce la cauzione.

Quando la parte locatrice può disdire il contratto di affitto?

Una disdetta ordinaria può essere trasmessa in qualsiasi momento, rispettando i termini di disdetta e preavviso previsti dal contratto. Un motivo deve essere indicato solo su richiesta. A seconda della situazione vigono diverse regole.

  • Forma e invio: la parte locatrice deve inviare la disdetta per iscritto mediante l’apposito modulo approvato ufficialmente. Nel caso degli appartamenti familiari la disdetta deve essere inviata separatamente a entrambi i coniugi o partner registrati, altrimenti è nulla.
  • Dopo la vendita dell’immobile: la nuova persona proprietaria rileva il contratto di locazione esistente, ma in caso di esigenze personali urgenti può disdire il contratto secondo i termini previsti dalla legge.
  • Disdetta straordinaria in caso di ritardo nel pagamento: se non pagate la pigione, la parte locatrice può porre per iscritto un termine di 30 giorni e minacciare di disdetta. Se il pagamento non perviene può quindi dare la disdetta per la fine di un mese, con un preavviso di 30 giorni.
  • Contestazione di disdetta abusiva: se ritenete che la disdetta sia abusiva, potete impugnarla entro 30 giorni presso l’autorità di conciliazione.

Buono a sapersi: una volta lasciato l’appartamento, il vostro precedente deposito cauzionale rimane spesso ancora bloccato finché la parte locatrice non lo svincola. La cauzione per il nuovo appartamento va tuttavia versata immediatamente. Chi non vuole avere due importi bloccati in contemporanea può presentare la nuova cauzione tramite un’assicurazione cauzione affitto.

Come dare disdetta come locatari?

Con una lettera di disdetta scritta, preferibilmente per raccomandata. Devono firmare tutti gli affittuari indicati nel contratto; nel caso di appartamenti familiari è necessaria la firma di entrambi i coniugi o partner registrati. Si applicano le scadenze e i termini previsti dal contratto di locazione, per legge almeno tre mesi al consueto termine locale (art. 266c CO). Chi desidera lasciare il proprio appartamento anticipatamente può presentare dei subentranti solvibili e accettabili.

Su MyRight, il portale giuridico di AXA-ARAG, sono disponibili un modello di lettera di disdetta e ulteriori consigli legali in fatto di abitazione.

Quando è possibile disdire senza preavviso?

Si ha diritto a dare disdetta immediata se l’appartamento non può più essere utilizzato, oppure se il suo utilizzo non risulta più ragionevole, ad esempio perché la parte locatrice non provvede a riparare un difetto grave entro un termine adeguato, nonostante ne sia a conoscenza (art. 259b CO). In alternativa, se i difetti sono meno gravi, gli inquilini hanno diritto a una riduzione del canone di locazione. Dovrebbe essere chiarito a priori dal punto di vista giuridico se il difetto è sufficientemente grave per giustificare una disdetta, poiché i requisiti sono molto rigorosi.

Importante: comunicate dapprima in forma scritta alla parte locatrice un termine congruo per l’eliminazione dei difetti, preferibilmente tramite raccomandata. Su MyRight è disponibile un modello di lettera per la richiesta di eliminazione di difetti alla parte locatrice.

Quando aspettarsi una diffida in qualità di locatari?

Una diffida può essere trasmessa se violate i vostri obblighi di locatari, in particolare se gestite l’immobile locato in maniera non accurata o non avete alcun riguardo per gli altri affittuari. Casi tipici sono:

  • ritardo nei pagamenti
  • violazioni del contratto di locazione o del regolamento interno
  • disturbo della quiete condominiale
  • trascuratezza dell’appartamento
  • subaffitto senza consenso
  • uso dei locali contrario ai termini contrattuali

Se nonostante una diffida scritta il comportamento rimane invariato, la parte locatrice può disdire il rapporto di locazione in via straordinaria.

La presenza di muffa nell’appartamento è un motivo sufficiente per una riduzione dell’affitto?

Sì, la muffa nell’appartamento è considerata un difetto e come tale legittima sia una riduzione del canone di locazione, sia la richiesta di eliminazione del difetto. Procedete così: segnalate subito l’eventuale presenza di muffa alla parte locatrice tramite raccomandata, documentatela con foto e fissate un termine congruo affinché venga eliminata. Se la parte locatrice è in grado di dimostrare che la muffa è stata causata da ventilazione o riscaldamento inadeguati da parte degli inquilini (per colpa propria), la responsabilità ricade su questi.