Previdenza e salute

In nome della tradizione

Immagine: Daniel Winkler
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Dörrer AG è stata pioniera nella finitura dei metalli. Fondata nel 1935, ha sempre dato prova di capacità innovativa nella sua attività, e non solo. Anche in ambito assicurativo l’azienda, con sede nella città di Zurigo, è stata un passo avanti.

Nell’aria aleggia un odore pungente. Nelle piccole vasche allineate fremono tante bollicine. Sostanze chimiche colorano l’acqua di blu, rosso o giallo. Dentro, fissati a ganci e pinze, penzolano pezzi metallici, molle, guarnizioni mediche, erogatori di caffè. Il luogo, a sudovest di Zurigo sopra la stazione di Giesshübel e accanto al Brunaupark, non incarna solo la storia industriale della città, ma ne è stato testimone attivo. Da 85 anni Dörrer AG nel quartiere zurighese di Wiedikon si occupa della finitura dei metalli, prima nella vecchia Kohlengasse e dall’inizio degli anni '40 nella Giesshübelstrasse. In una soluzione di sali di metallo, l’impresa di famiglia giunta alla terza generazione esegue mediante processo elettrochimico galvanizzazioni, cromature e argentature su manufatti metallici, soprattutto per l’industria elettromeccanica.

Gli odori sono rimasti più o meno gli stessi di allora, quando Lorenz Dörrer con due partner diede vita alla Senn & Cie, Galvanische Anstalt & Spritzmetallgiesserei, nel bel mezzo della crisi degli anni '30. Anche visivamente, il tempo sembra essersi fermato. Eppure l’azienda ha conosciuto una rapida espansione e si è fatta una solida reputazione come antesignana in nuovi procedimenti di finitura.

Doppiamente all’avanguardia

Lo spirito pionieristico dell’azienda non si è manifestato solo nella conduzione imprenditoriale, ma anche nella scelta moderna e coraggiosa fatta nella previdenza professionale (LPP). Dörrer AG è stata una delle prime clienti dell’ex Winterthur Assicurazioni ad avere optato per una formula semiautonoma per assicurare i propri collaboratori. All’inizio del 1985, anno di entrata in vigore della Legge sulla previdenza professionale, in un contesto in cui i rendimenti dei titoli decennali della Confederazione si aggiravano attorno al 5 per cento – attualmente sono negativi – l’allora direttore Anton Dörrer decise di sottoscrivere una soluzione semiautonoma che, rispetto a un’assicurazione completa, concedeva maggiore libertà negli investimenti ma si faceva carico dei rischi.

«Nella semiautonomia gli averi previdenziali hanno avuto in media una remunerazione più elevata che nell’assicurazione completa»

Anton Dörrer, direttore senior

Anche se, alla luce degli attuali livelli minimi dei tassi d’interesse, la decisione si è rivelata molto lungimirante, Anton Dörrer ammette che non era stata dettata da motivi strategici. «Un consulente fiduciario ci aveva consigliato questa possibilità. Ci era parsa ragionevole e così abbiamo stipulato il contratto con la Winterthur», afferma. Ancora adesso Dörrer AG resta fedele alla soluzione semiautonoma di AXA che, peraltro, da inizio 2019 non propone più l’assicurazione completa.

Martin Dörrer, a capo dell’azienda dal 2020 insieme al cugino Felix Dörrer, dichiara che non ci sono mai stati ripensamenti al riguardo. «Nemmeno durante la crisi finanziaria del 2008, quando i corsi azionari sono crollati. Nella semiautonomia gli averi di vecchiaia dei nostri dipendenti hanno avuto in media una remunerazione più elevata. È quello che conta», riassume Dörrer senior.

Moneta forte, produzione costosa

Negli anni scorsi la scelta del modello previdenziale ha interessato solo marginalmente l’azienda, preoccupata soprattutto di mantenere i posti di lavoro e la sede a Zurigo. Apprezzamento del franco, costi di produzione in aumento, consolidamento nel settore: Dörrer AG ha dovuto muoversi in condizioni in continuo mutamento. «Lavoriamo nell’indotto di grosse società che subiscono una notevole pressione sui costi», spiega Martin Dörrer. «Le fasi di rifinitura vengono dislocate dove si paga meno». Questo porta a estenuanti contrattazioni dei prezzi e grandi incertezze nella programmazione.

Anton Dörrer ricorda che alla fine degli anni '60 era completamente diverso. «Non si tirava sui prezzi e noi potevamo aumentare le nostre tariffe ogni anno del 10 per cento», racconta sorridendo. Una situazione idilliaca a cui l’escalation della crisi petrolifera nel 1973 ha messo bruscamente fine, obbligando Dörrer AG a ridimensionare il numero di dipendenti da 70 a circa 30. L’organico è rimasto stabile fino ad oggi, a fronte di un quadro generale ancora molto impegnativo.

Malgrado le condizioni avverse, Dörrer AG è in grado di affermarsi sul mercato grazie a prodotti innovativi e una forte creazione di valore, tutto questo sul territorio urbano di Zurigo. Un fenomeno raro, purtroppo.              

Testo originale pubblicato in «La mia ditta», la rivista PMI di AXA.

La mia ditta

Dörrer AG esegue da 85 anni galvanizzazioni, cromature e argentature di metalli a Zurigo Wiedikon. Giunta alla terza generazione, l’impresa di famiglia lavora soprattutto per l’industria elettromeccanica. Dal 2020 è guidata da Martin Dörrer e dal cugino Felix Dörrer, ha 33 collaboratori e un fatturato di 8 milioni di franchi. Fin dall’inizio si è distinta per le sue tecniche progredite. Nel 1946 ha effettuato il primo bagno di nichel lucido e nel 1968 è stata tra le prime aziende svizzere a offrire la nichelatura chimica.    

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