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Lavoro in home office: quali sono i diritti e i doveri del lavoratore?

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Potete dedurre dalle imposte le spese per il telelavoro? Chi paga i danni se il cellulare aziendale cade a terra in cucina o se vi rubano il computer portatile? L’home office solleva numerose questioni assicurative e di diritto del lavoro.  

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    AXA-ARAG

    Gli esperti assicurativi di AXA e i giuristi di AXA-ARAG rispondono alle principali domande sul telelavoro.

Il 3 febbraio 2022 l’UFSP ha abrogato l’obbligo del telelavoro e il 1°aprile sono state rimosse anche le ultime misure ancora in vigore. Ora devo per forza andare in ufficio?

In linea di principio i dipendenti non hanno più il diritto di lavorare in home office. Anzi, la maggior parte dei contratti definisce l’ufficio come il principale luogo di lavoro. Di conseguenza, se il datore esige che il personale si rechi in ufficio, si è tenuti a dare seguito alla sua richiesta.

Tuttavia, se già prima della pandemia si aveva sottoscritto un accordo che dava diritto a praticare il telelavoro durante determinati giorni, questo continua a essere valido. 

Il datore di lavoro deve fornirmi anche il materiale di cancelleria o versarmi un’indennità se mi procuro autonomamente carta e penna?

Si, il datore di lavoro deve rimborsare in maniera adeguata anche queste spese, se necessarie, o deve fornire il materiale al collaboratore. 

Posso detrarre dalle tasse la postazione di lavoro che ho creato sul tavolo della cucina?

Se tale modalità di lavoro è solo temporanea, non è possibile. Per poter detrarre dalle imposte, ad esempio, parte del canone di affitto per uno studio privato occorre soddisfare criteri rigorosi.

A casa il VPN mi crea sempre enormi problemi e spesso anche per più di un’ora non riesco a lavorare. Per questo motivo sono tenuto a fare ore supplementari non retribuite?

No. Il datore di lavoro deve assumersi gli eventuali rischi (obbligo di continuare a versare il salario, pagamento delle ore supplementari) derivanti da guasti legati all’home office, ad esempio interruzioni di corrente o problemi di collegamento a Internet, di cui il collaboratore non può essere ritenuto responsabile. 

Ho l’obbligo di registrare le ore di lavoro prestate anche se sono in home office?

Sì, anche in home office vanno rispettate le disposizioni di diritto del lavoro, come gli orari di lavoro e di riposo. Ai sensi della legge sul lavoro vige inoltre l’obbligo di documentare le ore di lavoro prestate in home office, a meno che non esista una regolamentazione che prevede una modalità semplificata della registrazione delle ore di lavoro prestate o un'esplicita rinuncia a quest’ultima.

In home office devo sempre essere reperibile per i miei superiori?

Gli orari di lavoro convenuti contrattualmente (pause incluse) sono validi anche in home office. Il nostro consiglio: suggeriamo di discutere con il datore di lavoro in merito agli orari di presenza e alla velocità con cui si deve reagire alle e-mail.

Lavoro da casa con il computer portatile dell'azienda ma utilizzo un secondo schermo di mia proprietà. Ho diritto a un’indennità da parte dell’azienda?

Per legge il datore di lavoro è tenuto a mettere a disposizione il materiale e i dispositivi necessari, oppure a offrire un indennizzo corrispondente.

Tuttavia, i datori di lavoro possono scostarsi da questa regola. Infatti, in generale gli accordi che impongono ai dipendenti di provvedere ai dispositivi a proprie spese o di usare quelli privati sono consentiti. Se in azienda c’è già una postazione di lavoro funzionale e il telelavoro è volontario, per i datori di lavoro non sussiste l’obbligo di finanziarne una per l’home office. In questo esempio concreto, il diritto all’indennizzo dipende dall’esistenza di una postazione di lavoro funzionale in azienda e, in caso negativo, dall’eventuale stipulazione di un accordo in materia.

In caso di danneggiamento dei dispostivi privati le spese a carico del singolo, anche se ne stava facendo un uso professionale durante il telelavoro. Per svolgere il mio lavoro da casa uso schermo e stampante personali. Chi paga se questi dispositivi si rompono?

La persona impiegata che abbia optato di propria iniziativa per l’home office dovrà sostenerne anche i costi. Dal 18 gennaio 2021 vige l’obbligo del telelavoro.

Mentre stavo lavorando nel parco ho lasciato per un attimo incustodito  il mio laptop aziendale che è stato rubato insieme al mio cellulare privato e al portafoglio. Quale assicurazione paga i danni?

Nessuna assicurazione copre il furto del laptop: il danno non è coperto né dalla responsabilità civile privata (esclusione B5.6 CGA) né dalla mobilia domestica (uso non privato). L’assicurazione di cose per imprese normalmente esclude il furto semplice.

Il furto semplice di cellulare e portafoglio sono invece coperti dall’assicurazione della mobilia domestica (se stipulata). In questo caso però il denaro contante è escluso.

Durante un furto con scasso in casa mia, i ladri hanno messo a soqquadro la mia postazione di home office e rubato tutti i dispositivi aziendali. Chi se ne fa carico?

Nella maggior parte dei casi l’assicurazione di cose per imprese del datore di lavoro dovrebbe coprire i dispositivi di lavoro rubati. Attraverso l’assicurazione della mobilia domestica non sussiste alcuna copertura assicurativa per i dispositivi del datore di lavoro, poiché si tratta di strumenti di lavoro. Le cose in proprietà privata, danneggiate o rubate, sono invece assicurate.

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Durante l’emergenza coronavirus si sono moltiplicati gli avvertimenti relativi al phishing. Che cosa può accadere nella peggiore delle ipotesi?

Se si apre un’e-mail fasulla, in genere non succede niente. Se invece si clicca sul link contenuto in un’e-mail di phishing e si inseriscono i propri dati, i cybercriminali hanno raggiunto il loro scopo. Per andare sul sicuro, se ad esempio arriva una mail sospetta, non si dovrebbe accedere al sito tramite il link contenuto nel messaggio, ma inserire manualmente l’URL nella riga dell’indirizzo.  

Quando sono in home office, il datore di lavoro è autorizzato a controllare con un apposito software o altri dispositivi se lavoro costantemente?

L’impiego di sistemi di controllo che hanno come unico scopo la sorveglianza dei collaboratori che svolgono il proprio lavoro non è consentito né in azienda né in modalità telelavoro.  Pertanto la presenza sul posto di lavoro privato non può essere costantemente verificata e monitorata. Sempre che il collaboratore venga informato prima, è consentita un’idonea sorveglianza della sicurezza o un controllo della produttività lavorativa nel rispetto del principio di proporzionalità.

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Nella modalità home office ho molte più distrazioni, dovute, ad esempio, alla presenza di figli o conviventi, e sono quindi meno efficiente. Sono tenuto a fare ore supplementari?

In linea di massima anche in modalità telelavoro deve essere garantita la possibilità di lavorare senza essere disturbati. Le attività che non vengono svolte per il datore di lavoro (occuparsi, ad esempio, dei figli) non possono essere conteggiate nelle ore di lavoro prestate.

Se le condizioni per l’home office non sono idonee, consigliamo di parlarne con il proprio datore di lavoro. Tuttavia, è molto improbabile che venga considerato come non attuabile.

Poiché ho problemi alla schiena per l’home office ho dovuto acquistare una scrivania che mi consenta di lavorare in piedi e una sedia speciale. Posso addebitare i relativi costi al datore di lavoro?

La situazione va valutata caso per caso. Chi lavora a lungo termine in modalità home office deve prestare maggiore attenzione ad allestire una postazione di lavoro ergonomica anche a casa.

Poiché il datore di lavoro non può effettuare controlli al domicilio del collaboratore, si fa appello alla responsabilità individuale. Qualora sia necessario comprare un’apposita mobilia perché a casa la postazione di lavoro non rispetta le disposizioni vigenti in materia di tutela della salute, soprattutto per un utilizzo intensivo e prolungato, il datore dovrebbe partecipare ai costi. L’azienda non è però tenuta a predisporre l’ufficio ideale a casa di ogni lavoratore.

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