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La reperibilità costante non è fonte di stress per gli svizzeri

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I giovani svizzeri ricorrono ai servizi di cloud più spesso dei meno giovani, gli uomini aggiornano il loro software più frequentemente delle donne e solo l’otto per cento della popolazione svizzera percepisce negativamente la reperibilità costante. È quanto emerge dall’osservatorio della digitalizzazione di AXA di quest’anno. 

Tre quarti degli svizzeri percepiscono le implicazioni della digitalizzazione come una grande o grandissima intromissione nella loro sfera privata. Eppure gli intervistati fanno ben poco per proteggere la loro privacy nella rete – solo il 26 per cento cambia regolarmente la propria password o codifica le proprie e-mail (21 per cento). Ad ogni buon conto la grande maggioranza cerca almeno di tenere aggiornato il proprio software, con gli uomini decisamente più sistematici e coerenti delle donne (79 vs 65 per cento). Un buon 6 per cento giudica comunque eccessivamente impegnativo e faticoso tutelare la propria privacy, e quindi lascia perdere. 

I giovani più spesso nel cloud 

L’osservatorio della digitalizzazione di AXA ha analizzato per la prima volta anche l’utilizzo dei servizi di cloud. Circa la metà degli intervistati (52 per cento) salva i propri dati privati in un cloud. Al riguardo, l’età ha un’influenza importante: più gli utenti sono giovani, più sono propensi a rivolgersi a un provider di cloud. Il 63 per cento dei 18-35enni salva i propri dati personali nel cloud, per gli ultra 65enni la quota è del 44 per cento. Ciò malgrado, il 52 per cento degli intervistati non vuole che le aziende salvino i dati dei clienti in un cloud. In proposito c’è un lavoro d’informazione e sensibilizzazione da svolgere, dichiara Carmelo Iantosca, responsabile del reparto Data & Analytics di AXA Svizzera: «In linea generale le aziende sono estremamente prudenti nella gestione dei dati dei loro clienti e collaborano solo con provider di cloud fidati e professionali che pongono requisiti oltremodo stringenti alla sicurezza IT e alla protezione dei dati». Spesse volte i privati che difettano in genere delle necessarie conoscenze specialistiche sottovalutano e non tengono nella debita considerazione le misure di sicurezza nella rete domestica e i backup. «Valersi di un servizio di cloud è quindi la scelta giusta per i privati», prosegue l’esperto IT.

In calo il numero di proprietari di veicoli

Viceversa, gli svizzeri hanno una percezione straordinariamente positiva degli effetti della digitalizzazione in ordine alla mobilità, tant’è vero che il 75 per cento degli intervistati è convinto delle ricadute positive della digitalizzazione sulla mobilità. Ciò malgrado, il 66 per cento degli interpellati continua a non fruire delle offerte di sharing come Mobility o Uber, un dato che stupisce, giacché è pur sempre il 44 per cento degli intervistati a indicare di non possedere una vettura propria e di non volerne neppure in futuro. Rispetto all’anno precedente la quota dei proprietari di veicoli è scesa del 6 per cento, lasciando intravedere una tendenza. 

Sulle auto a guida autonoma i pareri sono discordanti: le donne vi scorgono un rischio per la sicurezza (37 per cento vs 20 per cento di uomini), mentre gli uomini la giudicano un’opportunità per la mobilità (27 per cento vs 15 per cento di donne).

La maggior parte degli intervistati giudica altrettanto positivamente la digitalizzazione in ordine all’ambito di vita «lavoro»: il 66 per cento degli svizzeri ritiene che la digitalizzazione sia un’opportunità per il mercato del lavoro elvetico e il 69 per cento confida in nuove possibilità anche per il proprio impiego. Solo l’8 per cento vive negativamente la reperibilità costante.

Per Regula Schenkel, responsabile del reparto Public Affairs & Sustainability di AXA, questi sono risultati preziosi: «In quanto azienda siamo parte integrante della società e per noi è cruciale sapere come la popolazione svizzera interagisce con la digitalizzazione e cosa le sta a cuore». Inoltre, l’osservatorio della digitalizzazione 2019 indica che per varie tematiche emergerebbe un’esigenza d’intervento e d’informazione, precisa Regula Schenkel.

L’osservatorio della digitalizzazione di AXA 2019

Già per la seconda volta AXA svolge questo studio di ampio respiro e rappresentativo che analizza le ricadute della digitalizzazione sui cinque ambiti di vita: mobilità, lavoro, salute, famiglia e sfera privata. Su incarico di AXA, la LeeWas GmbH ha intervistato complessivamente 2241 persone. L’intero studio è riportato qui in tedesco o francese.

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