Mobilità

SUV – grandi veicoli, grandi pericoli?

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Il trend dei SUV non accenna a diminuire: tra le auto assicurate presso AXA, una su cinque è ormai un fuoristrada da città. Grandi e pesanti, i SUV provocano tuttavia un numero di incidenti superiore anche del 25 per cento rispetto a quello imputabile alle altre auto – e le conseguenze sono spesso gravi. Questo è quanto emerge dai crash test condotti quest’anno dagli esperti di infortunistica AXA.

Da anni gli Sport Utility Vehicle – meglio noti come SUV – vantano un’inarrestabile popolarità. Nell’ultimo decennio la percentuale dei SUV assicurati presso AXA è più che raddoppiata e rientra ormai in questa categoria un quinto delle auto comprese nel portafoglio del maggior assicuratore di veicoli a motore in Svizzera. Ben il 43 per cento delle auto nuove vendute lo scorso anno nel Paese era costituito da SUV. Come emerso da un sondaggio rappresentativo condotto da AXA tra 1000 svizzeri1 di entrambi i sessi e dedicato allo stile di mobilità, a determinare la decisione di acquistare un fuoristrada da città sono soprattutto dimensioni, posizione da seduti, capacità off-road, comfort e sicurezza del mezzo. Stando allo studio, circa il 90 per cento dei conducenti di SUV opterebbe di nuovo per questo tipo di veicolo.

Più grande è il SUV e più cresce il pericolo di incidenti

Oltre che dei pregi dei loro fuoristrada, tuttavia, i proprietari di SUV si mostrano convinti anche delle proprie capacità: nel 90 per cento dei casi, infatti, quelli interpellati si considerano utenti della strada sicuri. Meno convinti della sicurezza dei SUV sono invece gli altri utenti della strada: «Quasi il 50 per cento di coloro che non possiedono un SUV intravede nei fuoristrada un pericolo per gli altri utenti della strada. Un terzo di costoro dichiara inoltre di sentirsi meno sicuro quando, durante la guida, ha alle spalle un SUV» così Bettina Zahnd, responsabile del reparto Infortunistica e prevenzione di AXA Svizzera, in riferimento allo studio.

Questa impressione è confermata dalla statistica dei sinistri di AXA Svizzera. «Di fatto, rispetto agli altri tipi di autovetture, nel 2019 i fuoristrada hanno provocato il 10 per cento in più di danni di responsabilità civile» spiega Zahnd. Se si considerano poi i SUV di grandi dimensioni – ossia di peso compreso tra i 2155 e i 3500 kg – la differenza è ancora più evidente: rispetto alle altre auto, nel 2019 hanno provocato il 27 per cento in più di danni di responsabilità civile. «Con l’aumentare delle dimensioni e del peso dei SUV, cresce anche il numero delle collisioni da essi provocate» precisa l’esperta di infortunistica riferendosi alla statistica dei sinistri di AXA Svizzera. 

Una dinamica simile si riscontra relativamente ai danni a persone: quanto più grande è il fuoristrada, tanto più spesso provoca danni a persone. Occorre tuttavia esaminare attentamente le cifre del caso. «Alla fascia d’età dai 40 agli 80 anni – ossia quella in cui si registrano più proprietari di SUV – è riconducibile un maggior numero di incidenti causati da grandi fuoristrada e con danni a persone. Basta tuttavia far confluire nella statistica la fascia d’età dai 18 ai 39 anni perché il quadro cambi. Ciò dipende dal fatto che, pur provocando molti più incidenti, statisticamente parlando è più raro che i giovani conducenti guidino un SUV», spiega l’esperta di infortunistica Bettina Zahnd.

Piccola disattenzione, grandi danni

Rispetto agli altri veicoli, dunque, i SUV provocano più incidenti – spesso con gravi conseguenze per i restanti utenti della strada. «Ciò dipende soprattutto da dimensioni, peso e altezza del baricentro e del paraurti dei mezzi» così Bettina Zahnd. «Nelle autovetture convenzionali il paraurti si trova quasi sempre alla stessa altezza e, in caso d’incidente, svolge pienamente la sua funzione. In caso di collisione tra un’auto normale e un fuoristrada, invece, ciò vale solo in due terzi dei casi» spiega l’esperta di infortunistica. Pur avendo delle dimensioni e un peso che si discostano di poco da quelli di un SUV, l’autovettura media sarà dunque meno protetta rispetto al fuoristrada da città. Ciò emerge anche dal primo crash test del reparto Infortunistica di AXA, nel quale il conducente di un fuoristrada non si accorge di un’autovettura in arrivo da destra. Il SUV va a urtare la fiancata della station wagon a una velocità di circa 60 km/h producendo considerevoli danni. L’impatto determina in particolare una forte deformazione della portiera posteriore e il bambino seduto sul sedile posteriore viene colpito in pieno. Nonostante sia protetto dal seggiolino, la testa e il lato sinistro del corpo urtano con violenza la scocca dello stesso. La persona alla guida della station wagon urta la portiera del lato conducente, ma l’airbag laterale impedisce che subisca gravi lesioni alla testa. Nel peggiore dei casi il conducente del fuoristrada va incontro a lievi ferite.

Monopattino elettrico contro SUV, ovvero Davide contro Golia

Oltre a un crescente numero di SUV e auto in generale, sulle strade svizzere circolano oggi sempre più mezzi di nuovo tipo come, per esempio, i monopattini elettrici. Per lo più giovani e di città, i conducenti di questi ciclomotori leggeri – categoria in cui rientra la maggioranza dei monopattini elettrici – apprezzano la possibilità di spostarsi in maniera rapida e spontanea. Rispetto ai pesanti fuoristrada, tuttavia, i monopattini elettrici sono poco visibili e decisamente meno protetti. Come emerge dallo studio di AXA, inoltre, solo il 9 per cento di chi li utilizza è solito indossare dispositivi di protezione.

I più non conoscono le norme di circolazione valevoli per i monopattini elettrici

Oltre alla mancanza di dispositivi di protezione, anche la scarsa conoscenza delle norme di circolazione può rivelarsi problematica per i conducenti di monopattini elettrici. Per questi ultimi, infatti, valgono le stesse norme che disciplinano la circolazione delle biciclette, ma non tutti lo sanno. Secondo quanto emerso dallo studio AXA, ad informarsi sulle norme di circolazione prima del primo utilizzo sarebbe appena la metà dei conducenti. «Le strade e, soprattutto, l’infrastruttura per biciclette – della quale deve servirsi chi si sposta in monopattino elettrico – non sono ottimizzate in funzione dei nuovi mezzi di locomozione» spiega Zahnd. Molti, poi, sopravvalutano le proprie capacità: a sentirsi insicuro per via del proprio stile di guida è appena il 16 per cento dei conducenti di monopattini elettrici interpellati. Oltre la metà di coloro che utilizzano un monopattino elettrico intravedono per contro un pericolo nei fattori d’influenza esterni. In concreto, quasi tre quarti degli interpellati dichiara di sentirsi messo in pericolo dalle auto. In realtà, tuttavia, buona parte degli incidenti è senza concorso di terzi .

Conducente di monopattino elettrico gravemente ferito a seguito di una collisione

Sebbene i conducenti di monopattini elettrici abbiano spesso incidenti senza concorso di terzi, il rischio di collisione non va sottovalutato. «Dato il terreno non di rado accidentato e le piccole dimensioni delle ruote, spesso chi si trova alla guida di un monopattino elettrico non è in grado di segnalare con la mano l’intenzione di svoltare» spiega Zahnd. Come dimostra il secondo crash test, nel quale un monopattino elettrico viene tamponato da un SUV, uno scontro può avere gravi conseguenze. Il conducente del monopattino elettrico intende svoltare, ma la persona alla guida del SUV se ne accorge troppo tardi e tampona da dietro il piccolo mezzo di locomozione. Già dopo questo primo scontro, il conducente del monopattino elettrico riporterà con ogni probabilità lesioni alle gambe e all’anca e anche il successivo impatto con il suolo dovrebbe causare considerevoli ferite. «Un casco avrebbe potuto prevenire gravi lesioni alla testa. Dal nostro sondaggio emerge tuttavia che, proprio come il nostro dummy, quasi quattro quinti degli utilizzatori di monopattini elettrici interpellati non indossano mai dispositivi di protezione individuale» osserva Zahnd. Per il conducente del SUV la collisione non ha gravi conseguenze.

Pericolo anche per i bambini in bicicletta

Mentre i monopattini elettrici sono entrati in scena solo di recente, le biciclette fanno ormai parte del panorama stradale da molto tempo e spesso sono usate dai bambini. Come emerge dal sondaggio AXA, i genitori intravedono un pericolo per i bambini soprattutto nei veicoli di grosse dimensioni e considerano le grandi auto quali i fuoristrada come i mezzi di trasporto più pericolosi per i piccoli, subito dopo gli autocarri. In concreto, il 69 per cento degli interpellati giudica i fuoristrada pericolosi o molto pericolosi per i bambini.

Una nuova norma di circolazione potrebbe aggravare il problema

In futuro i giovanissimi potrebbero ritrovarsi esposti a un pericolo ancor più grande: a partire dal 1° gennaio 2021, infatti, i bambini fino ai 12 anni d’età potranno andare in bicicletta sul marciapiede. «Quando i bambini cominceranno ad andare in bicicletta sul marciapiede, probabilmente molti di loro passeranno dal marciapiede alle strisce pedonali in modo improvviso, cosicché le auto si accorgeranno troppo tardi della loro presenza» ipotizza Bettina Zahnd. Proprio questo scenario è stato riprodotto nel terzo crash test: un bambino in bicicletta passa improvvisamente dal marciapiede alle strisce pedonali. Per un errore di valutazione, il conducente di un SUV non riesce a frenare in tempo e urta il piccolo. Data l’altezza della parte frontale del mezzo, il giovane ciclista viene colpito in corrispondenza del busto e scagliato lontano con forza. Tanto lo scontro con l’auto quanto l’impatto con il suolo provocheranno con ogni probabilità gravi lesioni. Il casco – che calza correttamente, è della giusta misura e ha una conformazione adatta – impedisce che il bambino riporti traumi ancor più seri alla testa. Per quanto riguarda il conducente del SUV, non si prevedono lesioni.

Pericoloso mix di utenti della strada

Come dimostrano i tre crash test, in caso di collisione i conducenti di fuoristrada grandi, pesanti e di altezza elevata rimangono pressoché illesi. Gli altri utenti della strada vanno invece incontro a lesioni anche considerevoli, soprattutto se piccoli e mal protetti. Il pericoloso mix di utenti della strada impone a tutti di adeguare il proprio comportamento. «Proprio perché le auto così grandi e pesanti trasmettono una sensazione di sicurezza, è importante che i loro conducenti valutino correttamente la propria pericolosità e guidino con attenzione» afferma Bettina Zahnd. «Gli utenti della strada più piccoli e deboli dovrebbero sempre indossare dei dispositivi di protezione e informarsi circa le vigenti norme di circolazione. Ciò vale soprattutto per i mezzi di trasporto di nuovo tipo».

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