Previdenza e salute

Bruciato

Immagine: Getty Images
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Il numero delle malattie mentali correlate al lavoro è in costante crescita e fonte di costi ingenti per l’economia. I superiori sono chiamati a reagire ai primi segnali, un compito tutt’altro che facile.

Sono sempre di più le persone assenti dal lavoro per disturbi mentali o burnout. Da uno studio dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) emerge che il costo delle malattie mentali incide in Svizzera per il 3,2 % circa del prodotto interno lordo (PIL), pari a circa 19 miliardi di franchi all’anno. Molte delle persone affette percepiscono una rendita di invalidità, spesso perché la malattia viene riconosciuta troppo tardi.

Questa realtà ha delle ripercussioni anche per il datore di lavoro. «In passato i collaboratori mancavano dal lavoro più che altro per malanni fisici. Al giorno d’oggi le assenze certificate per malattia prolungata sono perlopiù imputabili a disturbi di natura psicologica», sostiene il Dr. med. Dieter Kissling, direttore dell’ifa, l’Istituto di medicina del lavoro di Baden. Spesso, afferma, la causa è lo stress cronico a cui i collaboratori sono esposti o di cui sono responsabili in parte in prima persona. A seconda dell’individuo, della gravità e del disturbo, lo stress continuo sfocia in un burnout o in una depressione. «Spesso le persone colpite si rendono conto troppo tardi della gravità del loro stato di salute», afferma Kissling. È compito del superiore cogliere tempestivamente eventuali cambiamenti nel collaboratore e trattarli opportunamente. Molti superiori temono però di invadere la sfera privata delle persone. «Può essere utile informare il collaboratore di aver notato in lui alcuni cambiamenti e di essere preoccupati», suggerisce Kissling. Questo tipo di approccio può incoraggiarlo a prendersi maggiormente cura di sé e, se necessario, a cercare aiuto. 

La diagnosi può essere pronunciata solo da uno specialista, ma c’è una cosa che solo in pochi sanno: le conseguenze dello stress sono misurabili. Presso l’Istituto di medicina del lavoro è possibile documentare le conseguenze dello stress cronico prima dell’insorgere di un burnout. Si applica uno strumento di misurazione per 24 ore che, sulla base della variabilità della frequenza cardiaca, evidenzia l’alternarsi di tensione e rilassamento nel corso della giornata. Questi processi vengono controllati dal sistema nervoso vegetativo che regola le funzioni principali del corpo, come la respirazione, il battito cardiaco ma anche il ritmo sonno-veglia. «Grazie a questo strumento siamo in grado di misurare precocemente gli effetti dello stress cronico sul sistema nervoso», spiega Kissling. Le differenze tra i risultati ottenuti sono significative: mentre una persona sana dorme, a seconda della costituzione e delle attività giornaliere, da 6 a 8 ore con una fase sufficiente di sonno profondo, un paziente affetto da grave burnout praticamente non dorme più. Lo stesso vale per il riposo: pur provandoci, non è più possibile rilassarsi a livello fisico. «In tali casi servono solo una terapia adeguata e tanta pazienza», continua Kissling.

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    Management della salute in azienda

    Nell’ambito dell’indennità giornaliera per malattia e della previdenza professionale, AXA offre ai propri clienti commerciali diverse prestazioni nel quadro del management della salute aziendale. Queste prestazioni aiutano le aziende a promuovere la salute dei collaboratori, limitare le assenze ed evitare i casi di invalidità.

    Management della salute in azienda

Meglio prevenire

Una volta colpiti da burnout, ci vogliono anche mesi prima che la persona possa tornare a lavorare. Mesi in cui il datore di lavoro deve cavarsela senza il suo collaboratore. «Per molte imprese sarebbe pertanto opportuno investire di più nella salute dei collaboratori e organizzare l’ambiente di lavoro in modo da proteggerli dallo stress», sottolinea Kissling. In caso di decisioni aziendali ci si deve inoltre chiedere se il benessere dei collaboratori può risultare compromesso. Particolare attenzione va prestata ai collaboratori più vulnerabili. Secondo Kissling si tratta spesso di persone con un’elevata performance, che si identificano totalmente con il lavoro, hanno difficoltà a delimitare la propria responsabilità e dedicano troppo poco tempo allo svago e al riposo. «Per questo un superiore dovrebbe vedere di buon occhio se un collaboratore qualche volta rifiuta un compito, spegne il cellulare il fine settimana o dedica tempo sufficiente allo sport e al riposo. Questi comportamenti sono la prevenzione migliore», conclude Kissling.

La versione originaria del contributo è apparsa nel 2017 nella rivista per i clienti «La mia ditta».

«Un fattore di successo»

Martin Rüthemann, specialista Management della salute in azienda presso AXA, riflette sul significato e lo scopo del benessere dei collaboratori.

Perché la gestione della salute in azienda ha un ruolo sempre più importante per le imprese?

I collaboratori sani influiscono positivamente e in modo duraturo sul budget per il personale, sulla produttività e sulla qualità del lavoro e sono pertanto un fattore di successo da prendere in seria considerazione. Inoltre, il management della salute permette di posizionarsi come azienda innovativa e consapevole delle proprie responsabilità, con grande visibilità sul mercato del lavoro.

Perché AXA offre ai suoi clienti commerciali un sostegno mirato in tal senso?

Studi indipendenti indicano che una gestione completa e appropriata della salute può indurre una riduzione della quota delle assenze tra il 10 % e il 36 %. E naturalmente è nell’interesse dell’assicuratore, che così deve versare meno pre-stazioni. Ma lo è anche dell’impresa, perché può contenere i costi per i giorni di attesa fino al versamento delle prestazioni assicurative (spesso 30 giorni).

Quali sono, in concreto, le prestazioni offerte?

Il ventaglio è molto ampio e va dalla consulenza su come strutturare un management della salute efficace e durevole, passando per i classici temi di promozione della salute fino a giungere al Care Management professionale. L’obiettivo di quest’ultimo è reintegrare una persona inabile al lavoro quanto prima e in modo duraturo nel processo lavorativo, grazie a una presa di contatto tempestiva e a una valutazione comune delle possibilità esistenti. Inoltre, mettiamo a disposizione una rete di medici che chiarisce domande di ordine medico, in particolare legate all’incapacità lavorativa, e forniamo il nostro sostegno anche nelle questioni concernenti il diritto del lavoro. In questo modo seguiamo i nostri clienti sin dall’inizio con una gestione efficace della salute fino all’attuazione delle misure idonee del complesso processo di reinserimento professionale.

È disponibile per tutti i clienti commerciali?

In linea di principio, qualsiasi impresa che ha un’assicurazione di indennità giornaliera in caso di malattia o una soluzione LPP presso AXA ha diritto a questi servizi; vi possono essere differenze nel ventaglio di prestazioni a seconda del contratto stipulato.

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