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Foto: AXA

Coronavirus: impennata delle pratiche legali

15.10.2020

Il coronavirus «contagia» anche l’ambito legale: dall’inizio della crisi epidemica l’assicurazione di protezione giuridica AXA-ARAG è letteralmente sommersa di richieste. I più «gettonati» sono i consigli su problemi di diritto del lavoro, acquisti via Internet e prenotazione di viaggi.

Il coronavirus sta minando molte certezze, anche dal punto di vista legale: è quello che emerge dal numero di casi sottoposti quest’anno all’attenzione di AXA-ARAG. Nei primi otto mesi le pratiche sono cresciute mediamente del 21 per cento rispetto all’anno precedente e in marzo l’assicurazione di assistenza legale ha registrato addirittura il 42 per cento di casi in più rispetto al 2019. Le controversie riguardano soprattutto il mondo del lavoro, lo shopping online e l’organizzazione di viaggi.

Il lavoro in tempi di incertezza

La situazione ha causato particolari problemi sul fronte professionale: lo dimostra il numero di richieste di assistenza in materia di diritto del lavoro, aumentate di quasi il 10 per cento dall’inizio della pandemia. Le domande più frequenti riguardavano il lavoro ridotto ovvero la sua retribuzione, controversie per conteggi errati delle indennità per lavoro ridotto, dubbi relativi a ore negative nonostante l’imposizione del lavoro ridotto o, del tutto in generale, la notifica dell’indennità per lavoro ridotto.

Altrettanto numerose le richieste di assistenza pervenute ad AXA-ARAG per i licenziamenti conseguenti alla crisi del coronavirus. Né il telelavoro ha potuto dirsi immune da problematiche di tipo legale, perché molti lavoratori si sono chiesti se il datore potesse costringerli a tornare in ufficio, pur rientrando nella fascia a rischio, mentre altri desideravano tornare in sede sebbene l’azienda li sconsigliasse in tal senso. «Le incertezze inerenti al diritto del lavoro emerse durante la crisi del coronavirus erano e sono tuttora notevoli», afferma Jürg Schneider, CEO di AXA-ARAG.

Anche le disposizioni federali in materia di quarantena, in vigore da alcune settimane e in continua evoluzione, che prevedono un isolamento di dieci giorni per chi rientra da determinati Paesi, sollevano problematiche nuove per lavoratori e datori di lavoro, fra cui le questioni legate al diritto alla retribuzione, e interessano di conseguenza l’assicurazione di protezione giuridica.

Viaggio prenotato, volo cancellato

Dove il coronavirus ha provocato un vero e proprio crollo è il settore del turismo: gli spostamenti internazionali sono praticamente giunti alla paralisi e la ripresa è molto lenta. La situazione ha avuto effetto anche sul numero di richieste di assistenza in materia di diritto turistico, che negli scorsi mesi sono raddoppiate. Molti clienti si sono rivolti all’assicurazione di protezione giuridica non avendo trovato risposta presso compagnie aeree e agenzie viaggi. Particolarmente elevata è stata l’incertezza sull’effettiva operatività dei voli e se questi dovessero essere annullati autonomamente o meno. «Chi annulla un volo di propria volontà perde in genere qualunque diritto. In questa materia occorre prudenza, come sempre», afferma Schneider.

Anche gli annullamenti delle prenotazioni alberghiere dei viaggi «tutto compreso» o dei pernottamenti AirBnb hanno procurato numerosi grattacapi ai clienti AXA-ARAG. Spesso infatti vi sarebbe stato un diritto al rimborso, ma ottenere effettivamente la restituzione del proprio denaro in realtà non è quasi mai una passeggiata. AXA-ARAG ha aiutato i clienti, ad esempio, a stendere richieste scritte o ad avviare azioni legali.

Merce pagata e non ricevuta

Fra chi ha beneficiato del periodo di lockdown c’è sicuramente il commercio online e anche qui le prime controversie legali non si sono fatte attendere. Oltre a disinfettanti e mascherine, i prodotti più richiesti sono stati generi alimentari, accessori per la casa e attrezzature sportive: ma, per l’irritazione dei consumatori, le attese spesso sono state veramente lunghe. «Ricevevamo regolarmente richieste di assistenza per lo shopping online già prima dello scoppio dell’epidemia, ma da marzo in poi c’è stata una vera impennata», spiega Schneider.

Fra i rischi più frequenti legati agli acquisti su Internet c’è la perdita diretta di denaro. Questo avviene solitamente quando si effettua un ordine e si paga prima di avere ottenuto la prestazione, in genere un certo tipo di merce. Sono proprio questi i problemi che i clienti di AXA-ARAG si sono trovati a dover affrontare durante il lockdown: articoli ordinati e mai consegnati o, nel migliore dei casi, arrivati in ritardo; e questo nonostante il pagamento anticipato. Frequenti anche le perdite pecuniarie indirette, che si verificano quando le merci ordinate non corrispondono alle aspettative, ad esempio per consegne errate o parziali, oppure presentano difetti. Anche queste sono state situazioni del tutto frequenti durante il periodo di blocco, a causa dell'elevato volume di ordini. «Per rientrare in possesso del loro denaro, molti clienti si sono rivolti ai nostri consulenti legali, che li hanno assistiti sulle procedure da seguire, hanno negoziato con le controparti o, in rari casi, hanno affidato la pratica ad avvocati terzi», racconta Schneider.

Ma per evitare di arrivare a queste situazioni, gli esperti di AXA-ARAG consigliano in particolare di individuare ed evitare i venditori di dubbia serietà, per quanto spesso risulti difficile giudicare la bontà di uno shop online solamente da come si presenta il sito Internet. Usando tuttavia i motori di ricerca per informarsi, tramite forum e di blog sull’argomento, è generalmente possibile farsi un’idea abbastanza precisa.

Cresce la domanda di servizi digitali

La crisi provocata dal diffondersi del coronavirus non determina soltanto un aumento delle controversie giuridiche, ma accresce anche l’esigenza, da parte dei consumatori, di servizi digitali semplificati. «Durante la fase acuta abbiamo registrato un incremento del 35 per cento di nuovi contratti online», afferma Schneider. Quello che già da tempo si va delineando negli acquisti di prodotti, comincia a emergere ora anche in campo assicurativo: ormai i canali online non si usano più soltanto per comprare un paio di jeans, ma anche per stipulare assicurazioni o ottenere consulenza legale. In tempi di coronavirus si tratta di una buona e sicura alternativa dal punto di vista sanitario per acquistare un prodotto o un servizio.

Su AXA

Circa due milioni di clienti in Svizzera confidano nel know-how di AXA per quanto riguarda le assicurazioni di persone, cose, responsabilità civile e sulla vita come pure per la prevenzione e promozione della salute e per la previdenza professionale. Grazie a prodotti e servizi innovativi negli ambiti mobilità, salute, previdenza e imprenditoria nonché a semplici processi digitali, AXA è al fianco dei suoi clienti come partner e li incoraggia con la sua promessa di marchio «Know You Can» a credere in se stessi anche in situazioni difficili. Questo l’obiettivo a cui lavorano quotidianamente i circa 4500 collaboratori e i 2800 colleghi della Vendita. Con oltre 340 succursali, AXA dispone della rete di distribuzione più ampia del settore assicurativo in Svizzera. AXA Svizzera fa parte del Gruppo AXA e nel 2019 ha conseguito un volume d’affari pari a CHF 6,8 miliardi.

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