Collaboratori e previdenza

Una soluzione previdenziale che cresce con voi

Immagine: Daniel Ammann
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Nella previdenza per collaboratori inviati all'estero, il produttore di veicoli su rotaia Stadler punta su una soluzione flessibile.

La stradina per Bussnang passa per prati e campi, costeggia il ruscello che attraversa il paese, passa davanti a un nuovo quartiere di case unifamiliari fino ad arrivare a una chiesa. La sua navata rotonda sorprende. Ma non è certo l’edificio che colpisce di più nel villaggio di 2500 abitanti. Il primato spetta ai giganteschi capannoni di Stadler. Gli edifici hanno quasi la stessa lunghezza di tutto il resto del paese. Qui, nella sede odierna, Peter Spuhler ha iniziato l’attività nel 1989 con 18 collaboratori. Adesso a​ Bussnang sono quasi 2000 e in tutto il mondo oltre 8500.

Una preparazione accurata è tutto

La rapidissima crescita rappresenta una sfida per le Human Resources del produttore di veicoli su rotaia: i collaboratori che Stadler invia all’estero restano integrati nel sistema elvetico delle assicurazioni sociali al massimo per cinque anni, eventualmente sei. Poi è necessaria una soluzione previdenziale tagliata su misura per loro.

Ma non è tutto. Se Stadler invia qualcuno in un altro paese, Stefanie Jung, responsabile gestione internazionale HR, valuta numerose altre tematiche: si occupa ad esempio delle formalità necessarie per immigrazione e registrazione (visto e permesso di lavoro). Chiarisce inoltre se Stadler deve effettuare uno split del salario, versandone quindi parte all’estero e parte in Svizzera. E si informa in merito alla situazione personale del collaboratore inviato: com’è assicurato in caso di malattia? Possiede una casa di proprietà? Porta con sé la famiglia?

Tutto questo richiede tempo. «Una preparazione dura solitamente almeno sei mesi», afferma Jung. Dato che ogni paese ha leggi e sistemi delle assicurazioni sociali diversi, deve affrontare personalmente ogni caso e addentrarsi nella giungla dei paragrafi.

Ma il tempo è ben investito. «Dobbiamo conoscere tutti i fatti per impostare correttamente il contratto di distacco internazionale e rispettare le leggi», afferma Christoph Suter, responsabile Human Resources di Stadler. Se un’azienda non paga correttamente le imposte sul reddito e i contributi alla previdenza per il personale, rischia di essere chiusa. Per evitare simili rischi e la doppia imposizione, Stadler collabora con un fiscalista esterno, che a spese dell’azienda offre la propria consulenza anche ai collaboratori che durante il mandato all’estero desiderano dare in locazione la loro abitazione, oppure in caso di transazioni rilevanti a livello fiscale. Stadler ha stabilito, in una direttiva sui lavoratori distaccati, che l’onere fiscale per collaboratori si mantenga invariato durante il loro soggiorno all’estero.

Il costruttore di veicoli chiede aiuto anche nel settore. «Per conoscere le condizioni e possibili approcci di soluzione in un determinato paese, chiediamo ad aziende elvetiche che già impiegano collaboratori in loco», afferma Suter.

Per Stadler è importante che i collaboratori all’estero siano assicurati come in Svizzera in caso di decesso, invalidità e al pensionamento. Per questo l’azienda ha concordato con AXA una soluzione previdenziale internazionale sotto la «Fondazione Rofenberg». «Rispecchia totalmente la nostra cassa pensione, con lo stesso piano di risparmio e le stesse prestazioni», afferma Suter. La praticità di questa scelta consiste nel fatto che la soluzione previdenziale funziona per collaboratori elvetici e per «nomadi» globali, e si può estendere a qualsiasi numero di collaboratori. Per Stadler è determinante, perché l’azienda vuole restare flessibile anche in questo settore.

Lungimiranza nella crescita

Suter e la Jung consigliano a ogni PMI di essere lungimiranti nella crescita e di perseguire una politica a lungo termine nell’invio di personale all’estero. «A partire da una certa dimensione, le soluzioni individuali non funzionano più. I temi sono troppo complessi e si intrecciano», affermano i due specialisti HR. Deve tuttavia esserci spazio per bisogni individuali. Stadler ha la soluzione: la ditta fissa le condizioni generali in un regolamento che stabilisce l’invio di collaboratori all'estero. Ma i dettagli vengono regolamentati individualmente nel contratto di distacco internazionale. Qui si stabilisce quali spese di viaggio sono a carico dell’azienda e come funziona la copertura assicurativa. «I nostri collaboratori sanno che pensiamo alla loro previdenza anche quando sono all’estero», afferma Suter.

Nella sala montaggio gli uomini in tuta lavorano alacremente. Ogni tanto l’impianto idraulico manda un sibilo e una gru fluttua per la sala. Deposita i veicoli pronti su un autoarticolato che li trasporta all’estero. Oppure i veicoli escono su binari dal capannone direttamente sulla rete ferroviaria svizzera, alla volta dell’Europa o oltreoceano. I collaboratori che lasciano il paese possono stare tranquilli: sotto il profilo assicurativo, Stadler ha già pensato a tutto il necessario.

Testo originale pubblicato in «La mia ditta», la rivista PMI di AXA.

Siete pronti per l’invio  di collaboratori all’estero?

Quali imposte applica il paese ospite? Com’è organizzata l’assicurazione malattie e quanto costa? Chi aiuta in caso di trasloco? Chi invia per la prima volta collaboratori all’estero deve chiarire molte questioni. La nostra check-list fornisce un valido aiuto: 

1. I collaboratori mobili sono ben tutelati?

Ciò riguarda l’assicurazione contro le malattie e gli infortuni, le assicurazioni sociali, la copertura per decesso e invalidità e la previdenza professionale per la vecchiaia. Attenzione: in ogni paese ospite i requisiti possono essere diversi. 

2. La Svizzera ha stipulato una convenzione in materia di assicurazioni sociali con il paese ospite?

Quello che vale in materia di previdenza dipende dalla convenzione in materia di assicurazioni sociali con il paese ospite e dalla nazionalità del collaboratore. La Svizzera ha redatto una direttiva per ciascun caso. L’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) fornisce indicazioni in merito.

3. Nel sistema delle assicurazioni sociali del paese ospite, gli impiegati hanno diritto a prestazioni?

Se i collaboratori sono integrati nel sistema delle assicurazioni sociali del paese ospite, pagano là i contributi. Ma se il soggiorno all’estero è troppo breve, può succedere che non ricevano prestazioni in caso di pensionamento, decesso o invalidità. Le assicurazioni sociali statali forniscono le informazioni necessarie in merito.

4. L’offerta previdenziale corrisponde allo standard elvetico?

Se l’expat firma un contratto di assunzione nel paese ospite, il cui sistema previdenziale non corrisponde allo standard elvetico, una soluzione internazionale può colmare la lacuna. Compagnie assicurative con orientamento internazionale possono sostenere le aziende in tal senso. Con un contratto di distacco internazionale l’expat resta in linea di principio assicurato a condizioni svizzere. 

5. L’azienda può permettersi economicamente i collaboratori mobili?

Un collaboratore all’estero costa da 1,5 a 3 volte in più rispetto a un collaboratore nel proprio paese, per diversi motivi: 

  • Assicurazioni: a seconda del paese sono necessarie ulteriori assicurazioni sociali, contro malattie e infortuni.
  • Spese di trasloco/viaggio: è bene stabilire in una direttiva sui lavoratori distaccati con quale frequenza e a quali condizioni l’expat (e la sua famiglia) può tornare a casa a spese del datore di lavoro. Cosa vale ad es. per trasloco, assicurazioni trasporti, dazi doganali e visti? Come sono regolamentati i costi abitativi?
  • Costi salariali: spese relative al costo della vita, supplemento estero per un eventuale rischio paese nonché fattori monetari sono rilevanti ai fini salariali, così come la situazione giuridica. In alcuni casi il datore di lavoro può farsi carico di imposte e contributi per la sicurezza sociale e pagare solo il salario netto.
  • Imposte: la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) sa se la Svizzera ha stipulato con il paese ospite una convenzione per evitare la doppia imposizione. Altrimenti il salario può essere tassato due volte.
  • Famiglia: un expat raramente parte da solo. Anche la sua famiglia ha bisogno di sostegno finanziario, ad es. per corsi di lingua/integrazione, istruzione per i figli, assicurazione malattie e copertura infortuni.

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