Mobilità

Dashcam: continua la controversia

Immagine: Keystone
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Sempre più spesso, dei privati riprendono altri utenti della strada con una dashcam e li segnalano alla polizia. In Svizzera, però, la situazione giuridica è tuttora poco chiara. Per gli assicuratori, le dashcam entrano in gioco finora solo in casi eccezionali.

Nel traffico stradale svizzero prendono sempre più piede le cosiddette dashcam: videocamere montate nell’automobile che riprendono altri utenti della strada. In Svizzera, però, tali riprese continuano a essere molto controverse, anche come mezzi di prova in caso di infrazioni della circolazione. In un’intervista per la Rundschau della televisione svizzera tedesca Adrian Lobsiger, incaricato federale della protezione dei dati, sostiene che si tratta di una violazione dei diritti della personalità e che le dashcam non sono uno strumento per combattere i pirati della strada. Per lui una cosa è certa: le riprese contravvengono alla legge sulla protezione dei dati.

La situazione giuridica in materia di dashcam è poco chiara

Alcuni procuratori e giudici sono di parere diverso. I casi in cui una persona viene multata o punita per un’infrazione della circolazione sulla base di un video privato ripreso con una dashcam sono all’ordine del giorno. In altri casi, tali riprese vengono invece respinte come mezzi di prova in tribunale: la giustizia è ancora in disaccordo.

La situazione potrebbe presto cambiare. Quest’anno, infatti, il Tribunale federale si occuperà per la prima volta della questione e deciderà se un’automobilista può essere condannata per una manovra in autostrada filmata con una dashcam.

Nella prassi assicurativa, questo tipo di riprese ha finora trovato scarsissimo impiego e solo ultimamente è un po’ più diffuso. «Il numero di sinistri in cui i filmati ripresi con una dashcam hanno contribuito a chiarire la fattispecie è tuttora esiguo», riferisce Thomas Lang, Responsabile Sinistri Veicoli a motore presso AXA, che con una quota di mercato superiore al 20% è il maggiore assicuratore di veicoli a motore in Svizzera.

Un mezzo da considerare solo per gravi incidenti stradali

In linea di principio, le dashcam possono essere utili per l’analisi degli incidenti, in quanto sono in grado di fornire materiale visivo per la ricostruzione della dinamica. AXA utilizza però le riprese solo a condizione che non violino alcun diritto della personalità. «In caso di piccoli delitti l’utilizzo di video privati non è commisurato alle circostanze. La situazione cambia in presenza di gravi incidenti stradali con feriti o addirittura morti, ma spesso ci sono altre possibilità per chiarire la fattispecie», spiega Thomas Lang.

Ben più importanti dei filmati delle dashcam sono ad esempio le riprese delle apparecchiature di videosorveglianza fisse installate lungo i tratti stradali, spesso utilizzate dalle autorità di perseguimento penale e dagli analisti degli incidenti per una migliore ricostruzione di gravi incidenti della strada.

Inoltre, molte dashcam sono orientate in un’unica direzione, forniscono dati solo quando sono accese e registrano anche elementi irrilevanti per la ricostruzione dell’incidente. AXA non raccomanda pertanto le dashcam proattivamente, bensì propone il Crash Recorder come alternativa a cui ricorrere per una ricostruzione oggettiva della dinamica.

Come funziona il Crash Recorder

In caso di collisione il Crash Recorder rileva durante 30 secondi i dati salienti per l’incidente, quali accelerazione, data e ora. Questi aiutano a ricostruire rapidamente la dinamica dell’evento, facendo chiarezza in maniera oggettiva circa l’attribuzione della colpa. Il Crash Recorder è gratuito per tutti i clienti in possesso di un’assicurazione auto di AXA che lo desiderano. I giovani conducenti beneficiano di un ribasso del 15% sul premio. Come dimostra uno studio commissionato da AXA, i giovani conducenti con Crash Recorder causano il 15% di incidenti in meno rispetto ai loro coetanei senza Crash Recorder.

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