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Management e finanze

Cyber-criminalità: le PMI svizzere sottovalutano il pericolo

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Nonostante i sempre più frequenti attacchi hacker causino alle aziende svizzere danni enormi, la gravità della situazione viene spesso sottovalutata. Scoprite quanto serie possono essere le conseguenze e con quali misure preventive potete tutelarvi dai cyber-rischi.

Data la sempre più diffusa interconnessione, per le aziende il rischio di rimanere vittime di un cyber-attacco aumenta. Benché le interruzioni d’esercizio dovute ad attacchi hacker causino costi elevati, spesso le PMI non sono consapevoli di tale minaccia. In uno studio della KPMG oltre la metà delle ditte interpellate ha asserito di non avere un quadro chiaro della propria situazione di rischio.* La questione è seria: nei 12 mesi precedenti la pubblicazione dello studio, il 54% delle aziende intervistate è stata vittima di cyber-attacchi. Questi si sono manifestati perlopiù sotto forma di phishing mail e malware. Circa un terzo delle imprese interpellate ha subito un danno economico. Un quarto degli interessati teme inoltre un danno di reputazione. Le aziende che non si preoccupano della crescente minaccia, possono diventare facilmente prede di attacchi – e questo con gravi conseguenze.

Esempio pratico in Svizzera: sfrontato furto di dati

Thomas Danner, ispettore sinistri presso AXA, si trova viepiù confrontato con casi di criminalità informatica. Nel luglio 2016 l’azienda svizzera «Esempio SA» è stata vittima di un cyber-attacco. Un hacker ha fatto penetrare un’e-mail con un cavallo di Troia camuffata da candidatura nel sistema dell’officina con un organico di 15 collaboratori e si è procurato in questo modo accesso al sistema operativo dell'azienda. In seguito a questa manipolazione il server delle mail non rispondeva più. In poche parole, in breve la PMI «Esempio SA» era in larga misura incapace di operare.

Una settimana di interruzione d'esercizio dopo l’attacco

L’impresa danneggiata ha reagito correttamente, avvertendo con tempestività il proprio informatico. Nonostante gli intensi sforzi dello specialista, non è stato possibile eliminare il troiano sconosciuto. Da esami forensi è risultato che una quantità considerevole di dati era stata trasferita all'esterno. Solo dopo una completa reinstallazione di tutti i server e le stazioni di lavoro, abbinata all’oneroso ripristino dei dati salvati, la PMI è stata in grado di riprendere la sua attività dopo oltre una settimana di interruzione. I costi per il ripristino dei dati e l’interruzione d’esercizio si sono aggirati attorno ai 15 000 franchi. Fortunatamente all’inizio del 2016 la «Esempio SA» aveva stipulato una cyber-assicurazione presso AXA Winterthur, la quale ha provveduto a coprire i danni finanziari dell’attacco.

Grazie ad AXA pienamente protetti dai cyber-attacchi

Nel 2014 nel mondo intero sono stati notificati 43 milioni di cyber-attacchi, che hanno interessato oltre 500 milioni di persone. Gli esperti stimano che nella sola Svizzera i danni ammontino a 370 milioni di franchi l’anno. AXA è stato il primo assicuratore a reagire a questa minaccia e dall’aprile 2015 assicura le piccole aziende contro le conseguenze dei cyber-rischi. Dall’ottobre 2016, ha inoltre ampliato la copertura assicurativa con un modulo supplementare, particolarmente rispondente alle esigenze delle PMI. Mediante detto modulo le aziende con un fatturato fino a 50 milioni possono assicurarsi in maniera completa.

* Fonte: Bilanz, «So bedroht Cyberkriminalität Schweizer Firmen», 24.5.2016

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