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Previdenza

Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020: quali sono gli effetti del «Sì»?

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L’elettorato svizzero ha approvato con uno scarto esiguo la riforma della previdenza per la vecchiaia. Che cosa significa questa decisione per i diversi gruppi di popolazione? Vi spieghiamo perché la riforma delle rendite è necessaria e quali vantaggi e svantaggi comporta. 

Dopo oltre venti anni senza rielaborazioni di ampio respiro e dopo vari tentativi di riforma falliti, finalmente è stato dato il nullaosta: la previdenza per la vecchiaia, ormai fuori equilibrio, verrà progressivamente risanata con un articolato pacchetto di riforme. Ma per quale motivo il sistema della previdenza per la vecchiaia è venuto a trovarsi in una situazione di difficoltà?

Vita più lunga – rendita percepita più a lungo

Dall’introduzione della LPP nel 1985 l’aspettativa di vita è costantemente aumentata, ovvero un numero sempre maggiore di persone percepisce la propria rendita sempre più a lungo. Inoltre, nei prossimi anni la generazione dei «baby boomer» raggiungerà l’età pensionabile. Di conseguenza, un numero minore di contribuenti dovrà coprire il pagamento delle rendite per una cerchia più ampia di pensionati. Mentre oggi tre contribuenti finanziano un pensionato, nel 2045 i contribuenti saranno prevedibilmente soltanto due. Ciò significa che le rendite corrisposte saranno più esigue o che i lavoratori attivi dovranno versare contributi più elevati. Al contempo, dallo scoppio della crisi finanziaria i mercati dei capitali non fruttano più gli stessi rendimenti del passato, rendendo più difficoltoso o addirittura impossibile per le casse pensione conseguire i redditi necessari.

Come AVS e LPP vengono ora sgravate

La riforma ha lo scopo di riportare in equilibrio la previdenza per la vecchiaia e adeguarla agli sviluppi sul piano sociale – almeno per il prossimo decennio.

AVS (1° pilastro)

  • Aumento dei contributi AVS dello 0,15% ciascuno per dipendenti e datori di lavoro
  • Aumento dell’IVA dello 0,6%
  • Rendita individuale: + 70 franchi al mese
    - Rendita individuale: + 70 franchi al mese
    - Tetto massimo per le rendite per coniugi: aumenta dal 150% al 155% della rendita singola massima

BVG (2° pilastro)

  • Riduzione dell’aliquota di conversione dal 6,8% al 6,0% 
  • Riduzione della deduzione di coordinamento al 40% del salario annuo
  • I lavoratori dipendenti fra 35 e 54 anni di età risparmiano nella cassa pensione 1 punto percentuale di salario in più.
  • Garanzia dei diritti acquisiti per le persone nate nel 1973 o prima

AVS e LPP

  • Età di riferimento a 65 anni per uomini e donne: l’età di pensionamento ordinaria per le donne viene innalzata progressivamente da 64 a 65 anni
  • Percepimento flessibile della rendita tra 62 e 70 anni (LPP possibile secondo regolamento a partire da 60 anni)

La riforma produce i propri effetti su diversi piani

Non tutti i gruppi di persone sono interessati dalla riforma della previdenza per la vecchiaia nella stessa misura. I fattori decisivi sono soprattutto sesso, età e reddito. Per i neopensionati e le persone di età superiore ai 45 anni le conseguenze sono perlopiù positive: percepiscono un supplemento di rendita di CHF 70.– al mese e beneficiano di una cosiddetta garanzia dei diritti acquisiti. Ciò significa che la loro rendita post-riforma non potrà essere inferiore a quanto sarebbe stata senza riforma.

Investire nella previdenza privata

Il futuro resta incerto – nonostante l’approvazione della riforma della previdenza per la vecchiaia. Le prossime generazioni dovranno fare affidamento su una pensione più esigua. Le rendite di AVS e LPP coprono di norma il 60% circa del reddito precedente. Un versamento nel pilastro 3a consente di colmare questa lacuna reddituale, garantendo il consueto standard di vita anche dopo il pensionamento.

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