Mobilità

Silenziosa, rapida, rischiosa – la mobilità urbana 2030

Foto: AXA/Melanie Duchene
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Droni, e-bike, soluzioni di sharing mobility... di qui al 2030 la mobilità urbana subirà un profondo cambiamento. In occasione dei crash test di Dübendorf gli esperti d’infortunistica AXA illustrano i rischi insiti nei nuovi trend di mobilità.

Mutate esigenze di mobilità, modelli innovativi come il car sharing o il bike sharing e idee avveniristiche come quella dei trasporti a mezzo di droni sollevano una serie di nuovi quesiti relativamente alla sicurezza nella città del futuro. Il 2030 appare ancora lontano, tuttavia le decisioni chiave in fatto d’infrastrutture e basi giuridiche vengono prese già adesso.

Droni – nuovi rischi provenienti dal cielo

Sebbene nel medio termine i protagonisti del trasporto merci continueranno a essere autocarri e furgoni, già oggi si sperimentano nuove forme di trasporto a mezzo di robot e droni. Nei nostri cieli circolano già molti droni privati – e il loro numero è in continuo aumento. Nella maggioranza dei casi a far decollare questi apparecchi sono piloti dilettanti.

«I primi incidenti con il coinvolgimento di droni non si sono fatti attendere. Per fortuna ad oggi si sono registrati solo danni materiali. Data la crescente diffusione di questi apparecchi, tuttavia, è solo questione di tempo perché si verifichino i primi danni a carico di persone» così Bettina Zahnd, responsabile Infortunistica e prevenzione di AXA.

AXA chiede l’introduzione dell’obbligo di contrassegno per i droni e di una formazione per i loro piloti

Quel che può accadere laddove un drone venga pilotato in maniera inappropriata, è ben illustrato dal primo crash test di AXA. Un drone da 9 kg adibito al trasporto di oggetti precipita schiantandosi contro il finestrino laterale di un’auto e finendo nell’abitacolo della stessa. Per gli occupanti della vettura un’incidente del genere può comportare lesioni gravi, se non addirittura mortali.

1° crash test: droni – nuovi rischi provenienti dal cielo

1° crash test: droni – nuovi rischi provenienti dal cielo (Foto: AXA/Melanie Duchene)

Ma anche droni di piccole dimensioni possono causare ingenti danni o addirittura ferire animali e persone. Al fine di evitare questo tipo di rischi gli esperti d’infortunistica di AXA chiedono che tutti i piloti di droni di peso uguale o superiore ai 500 g sostengano un esame teorico obbligatorio e che per i droni a partire dai 900 g di peso venga prescritto anche un corso pratico.

Tutti i droni di peso uguale o superiore ai 250 g dovrebbero inoltre essere registrati e debitamente contrassegnati, in modo che in caso d’incidente sia possibile risalire al proprietario.

«Oggi in Svizzera chiunque lo desideri può pilotare un drone senza bisogno di un contrassegno o di un corso. Per le vittime d’incidenti, un vero malcostume. In via di principio, infatti, il pilota risponde degli eventuali danni arrecati a terzi e la sua assicurazione coprirebbe i costi del caso. Se però non è possibile identificare il responsabile dell’incidente, al danneggiato non rimane che pagare di tasca propria» spiega Zahnd.

In Germania dall’ottobre del 2017 vige l’obbligo di contrassegno per i droni di peso pari o superiore ai 250 g. Sugli apparecchi deve pertanto essere apposta una targhetta con l’indirizzo del proprietario. Ove il drone abbia un peso pari o superiore ai 2 kg il proprietario deve dimostrare di possedere speciali conoscenze in materia di volo. A partire dai 5 kg di peso dell’apparecchio il pilota deve richiedere un permesso all’autorità aeronautica competente. I droni possono inoltre superare i 100 m d’altezza di volo solo previo permesso speciale delle autorità. È infine proibito sorvolare immobili residenziali, riserve naturali, assembramenti di persone e impianti industriali.

Cresce il numero degli incidenti con il coinvolgimento di e-bike – e le conseguenze sono gravi

Nel secondo crash test condotto da AXA, nel superare una bicicletta convenzionale a una velocità di 45 km/h una cargo e-bike si scontra frontalmente con un’auto proveniente dalla direzione opposta. «Poiché le e-bike sono più veloci delle normali biciclette, sempre più spesso chi le guida si lancia in manovre di sorpasso. Soprattutto in città, tuttavia, manca lo spazio necessario» sottolinea Bettina Zahnd. La pericolosità di una manovra del genere è ben illustrata dal crash test: per il conducente dell’e-bike l’impatto può comportare lesioni gravi, se non addirittura mortali.

Mentre il traffico automobilistico si fa sempre più sicuro e il numero degli occupanti di auto rimasti feriti cala di anno in anno, gli incidenti con il coinvolgimento di mezzi a due ruote sono in continuo aumento. Dai dati dell’USTRA emerge che dal 2013 a oggi in Svizzera il numero degli incidenti con danni a persone è aumentato del 13% nel caso delle biciclette e addirittura di oltre il 130% in quello delle e-bike. Non di rado gli incidenti con il coinvolgimento di mezzi a due ruote si concludono tra l’altro con gravi lesioni, poiché nella migliore delle ipotesi il ciclista è protetto solo da un casco. Se nel caso delle e-bike le vittime sono prevalentemente persone anziane, per quanto riguarda le biciclette si tratta più che altro di giovani.

Miglioramento dell’infrastruttura per le due ruote

Come emerso da un sondaggio condotto da AXA tra 1000 svizzeri, il 27% dei soggetti d’età compresa tra i 18 e i 34 anni si sposta in bicicletta quotidianamente o più volte a settimana – e questo soprattutto in città.

«L’aumento di biciclette e e-bike nelle città impone un ripensamento dell’infrastruttura. Per la città del futuro occorrono corsie ciclabili più larghe e possibilmente separate, che rendano possibili manovre di sorpasso tra mezzi a due ruote con livelli di velocità differenti» così Bettina Zahnd.

Bettina Zahnd, responsabile Infortunistica e prevenzione

Bettina Zahnd, responsabile Infortunistica e prevenzione (Foto: AXA/Melanie Duchene)

Un ulteriore rischio è costituito dalla velocità delle e-bike. Oltre il 50% dei conducenti di e-bike interpellati ha dichiarato che gli altri utenti della strada non sono in grado di valutare correttamente la loro velocità. «Gli automobilisti devono abituarsi al fatto che non tutte le biciclette sono uguali» sottolinea Bettina Zahnd. Data la crescente diffusione dell’e-bike sharing nelle città, è inoltre importante sensibilizzare in tal senso anche i conducenti delle e-bike, che talvolta hanno scarsa dimestichezza con questo mezzo. «Spesso sono gli stessi conducenti di e-bike a non rendersi conto della loro velocità. Raccomandiamo pertanto d’includere il tachimetro nella dotazione di serie delle e-bike, soprattutto se veloci» conclude l’esperta.

Sharing: modello auspicabile, ma non privo di rischi

Un altro trend caratteristico della città del futuro è il car sharing. Come emerso dallo studio di AXA, soprattutto i più giovani approfittano spesso delle auto di genitori o conoscenti. Il 79% dei soggetti d’età tra i 18 e i 24 anni in possesso di una patente hanno indicato che si fanno prestare l’auto, mentre nella categoria d’età tra 25 e 34 anni si tratta del 68% delle persone. Si constata inoltre una diffusione crescente anche tra gli offerenti di soluzioni di car sharing. «Per una questione di costi e spazio nonché ambientale, quella dello sharing è una soluzione decisamente auspicabile» spiega Bettina Zahnd. «Il rovescio della medaglia è rappresentato dal fatto che chi non guida regolarmente ha spesso scarsa dimestichezza con l’auto e finisce quindi per concentrarsi più sulla guida della stessa che non sul traffico» sottolinea l’esperta.

Nel terzo crash test, in corrispondenza di un incrocio un automobilista con scarsa esperienza non si accorge di uno scooter elettrico in arrivo. Nell’impatto con l’autovettura il conducente dello scooter riporta gravissime lesioni, mentre gli occupanti dell’auto rimarranno al massimo lievemente feriti.

3° crash: shared cars – guidare un’auto di terzi senza esperienza

3° crash: shared cars – guidare un’auto di terzi senza esperienza (Foto: AXA/Melanie Duchene)

Già oggi le statistiche dei sinistri fanno prevedere un aumento di questo tipo d’incidenti. Nell’ultimo decennio i danni registrati da AXA Svizzera per quanto riguarda la «conduzione di veicoli di terzi» sono più che raddoppiati. «Nel caso dei veicoli che, per motivi privati o nel quadro di un’attività commerciale, vengono regolarmente prestati a conducenti con scarsa esperienza consigliamo quindi di scegliere quelli a cambio automatico e muniti di sistemi d’assistenza alla guida come ad es. assistenti alla frenata d’emergenza e moderni dispositivi d’assistenza al parcheggio. Questi strumenti possono infatti concorrere a ridurre il numero degli incidenti» così l’esperta d’infortunistica AXA Bettina Zahnd.

Quando il traffico silenzioso impone di usare tutti i sensi

Nel caso dei veicoli elettrici non vanno sottovalutati i rischi risultanti dall’assenza di rumore. «A differenza delle altre auto, le vetture elettriche sono estremamente silenziose in fase di partenza. Finora siamo stati abituati a percepire i rumori generati dagli altri utenti del traffico. Oggi invece abbiamo sempre più spesso a che fare con veicoli molto silenziosi quali auto e scooter elettrici o e-bike. Alle orecchie ci si può perciò affidare sempre meno ed è importante lavorare con tutti i sensi» così Zahnd.

Rivendicazioni del servizio Infortunistica e prevenzione di AXA

Per i droni:

  • Obbligo di contrassegno e registrazione in tutta Europa per la totalità dei droni a partire dai 250 g di peso
  • Esame teorico obbligatorio per tutti i piloti di droni di peso pari o superiore ai 500 g e, in aggiunta, corso pratico per i piloti di droni a partire dai 900 g di peso
  • Requisiti tecnici: i droni devono essere in grado di riconoscere automaticamente le aree di divieto di volo.
  • Monitoraggio dello spazio aereo: i voli di droni di peso pari o superiore ai 2 kg dovrebbero essere segnalati, in modo tale che sia possibile informarne gli altri utenti del traffico aereo.
  • Armonizzazione europea delle categorie di droni e delle leggi in materia; allo stato attuale per uno stesso tipo di drone vigono regole diverse da Paese a Paese.

Per le biciclette / e-bike:

  • Corsie separate dalla strada e dalle piste pedonali e riservate a biciclette, e-bike e altri mezzi a due ruote o monocicli
  • Corsie ciclabili più larghe, in modo che le e-bike veloci possano superare i mezzi a due ruote più lenti
  • Per le e-bike veloci deve essere previsto un tachimetro di serie, affinché i conducenti possano controllare in qualsiasi momento la velocità e, se del caso, adeguarla alle condizioni della strada e alla velocità massima consentita.

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